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  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 26 ago 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

L'indiscrezione è arrivata dall'Argentina e ha trovato sempre più conferme: Lionel Messi ha comunicato al Barcellona l'intenzione di lasciare immediatamente il club blaugrana. A riferirlo per primo è stato il portale TyC Sports, poi la voce è stata ripresa dai media spagnoli e da alcune firme autorevoli catalane. Rac1, radio vicinissima al Barça, assicura inoltre che il club abbia confermato la ricezione della richiesta.Gazzetta.it


Le parole dette giovedì scorso da Leo Messi e Ronald Koeman, nuovo tecnico dei catalani reduci dal devastante 8-2 incassato in Champions dal Bayern, da ieri hanno tutto un altro peso. Sembravano lo sfogo di un innamorato deluso dall’orribile stagione, dentro e fuori campo, dell’unica squadra della sua meravigliosa vita calcistica, prigioniero però di un contratto onerosissimo. Ieri, invece, un «burofax» che in Spagna corrisponde alla nostra Pec per inviare comunicazioni certificate, ha urlato che la Pulce davvero non ne può più del club che nel 2000 lo accolse tredicenne. Al Barça ha scritto che se ne vuole andare. Subito. Nonostante un contratto da oltre 100 milioni lordi annui fino al 2021, con clausola di rescissione di 700 milioni. Leo intende avvalersi della possibilità, inserita nell’accordo del 2017, di liberarsi a zero dopo tre anni (quindi a partire da questo 2020). Il club blaugrana conferma la richiesta, ma sottolinea che l’ultima data utile era il 10 giugno. Messi controbatte che il Covid ha allungato la stagione dal 30 giugno al 31 agosto e, quindi, è più che mai valida. Sarà questione seria per legali e non a caso ieri sera il presidente Bartomeu ha convocato una riunione straordinaria della giunta direttiva.Niente visite né allenamenti

Ma la «bomba» è ormai sganciata. E lo storico strappo consumato. Anche perché il sei volte Pallone d’Oro, vincitore di 34 titoli con il Barcellona per cui ha giocato 737 partite e segnato 634 gol, ha notificato di non volersi presentare alle visite mediche di lunedì e al primo allenamento di martedì, che apriranno il 2020-2021 di una squadra in piena tempesta. Perché il Barcellona di oggi continua a essere «més que un club» soprattutto a causa delle lotte interne che lo stanno divorando, aspettando le elezioni presidenziali di marzo. Messi non si diverte più. Nemmeno in campo, con i tre allenatori (Valverde, Setien e ora Koeman) di questo 2020, primo anno senza titoli dal 2007-8. La goccia che ha fatto traboccare delusione e rabbia è stata la vergognosa batosta in Champions. Le sue foto con la testa bassa, piegato sulle gambe, sull’erba di Lisbona e poi con lo sguardo perso nel vuoto, solitario nello spogliatoio, hanno raccontato un disagio non più sopportabile. A maggior ragione dopo che, l’altro ieri, il suo Barça ha dato il benservito agli amici Suarez e Vidal, oltre che a Rakitic e Umtiti. La Pulce non intende tornare indietro. Da ieri è, clamorosamente ma anche ufficialmente, sul mercato. Chi l’avrebbe mai detto? Dovesse davvero liberarsi a zero, sono comunque in pochi a poterselo permettere. C’è il sogno Inter, con papà Messi che ha spostato residenza e affari a Milano. Ma ben più concrete paiono piste di club da anni abituati ad affari da Paperoni. Roba da sceicchi. Il Manchester City può giocare la carta Guardiola, artefice del quadriennio più spettacolare del Barça e di Leo. Il Psg ha Neymar che scalpita, stufo di vincere solo in Francia: non è più fantamercato, adesso, l’ipotesi di uno scambio con Messi. Sistemerebbe tante cose.


 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 26 ago 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

Flavio Briatore ha contratto il coronavirus e si trova all’ospedale San Raffaele di Milano. Il ricovero, rivelato da L’Espresso e confermato a Ilfattoquotidiano.it da fonti della struttura ospedaliera, è avvenuto tra domenica e lunedì non in terapia intensiva. Sottoposto a una tac per sintomi da polmonite, l’imprenditore ha scelto di essere ricoverato nel reparto solventi, cioè quello a pagamento. Il settimanale romano parla di polemiche interne alla struttura e fa notare che non si tratta dell’area attrezzata per ospitare pazienti Covid. Una situazione confermata anche al Fatto.it. Le sue condizioni (che in mattinata erano state definite “serie”) secondo una nota dello staff “sono assolutamente stabili e buone” e Briatore ci tiene “a ringraziare per le tante manifestazioni di affetto e interesse alla sua salute ricevute in queste ore”. Tutto sarebbe cominciato nel weekend, quando ha accusato “leggera febbre e sintomi di spossatezza”. Quindi si è recato nella struttura “per un controllo”, spiega ancora la nota, dove “è stato ricoverato, è stato sottoposto a un check up generale e resta sotto controllo medico“.


 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 23 ago 2020
  • Tempo di lettura: 1 min










Notte della Taranta, la prima edizione fatta su misura per la tv

Costruita esclusivamente per una performance televisiva, la Notte della Taranta – 23esima edizione – si svelerà il 28 agosto, quando verrà trasmessa da Rai2. L’accesso riservato alla stampa locale nella serata di ieri, infatti, non ha consentito di farsi un’idea, se non molto approssimativa, anche perché quella che è andato in scena nel piazzale dell’ex convento degli Agostiniani, a Melpignano, non è stata nemmeno una prova generale, ma circa un terzo.

Nelle due serate precedenti, infatti, secondo lo stesso canovaccio, erano già stati inseriti tanti pezzi del mosaico, tra cui le esibizioni dei big – Diodato, Mamhood e Gianna Nannini, sebbene quest’ultima si sia ripetuta anche sabato -, le coreografie del corpo di ballo, praticamente tutte le pizziche inserite nella scaletta e molto altro (davanti a una truppa d’élite dell’informazione coinvolta nei press tour). L’apertura agli altri addetti ai lavori, e a un numero ristretto di accreditati, è concisa invece con alcune delle registrazioni di Sergio Rubini, la profonda voce narrante di questa edizione che spiegherà al grande pubblico il significato dei brani scelti, mentre la regia alternerà immagini del Concertone con quelle delle bellezze della Puglia. Dalle poche impressioni che ragionevolmente si sono potute trarre, la sensazione è che il prodotto confezionato dalla tv – un montaggio di 90 minuti – potrebbe essere coerente con il suo scopo, e quindi apprezzabile.

 
 
 
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