Più forza al business con gli SMS

L'SMS MARKETING può far decollare la tua attività.
Sperimentalo gratis con Esendex. 5 SMS omaggio!

www.esendex.it
top of page
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 31 ott 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

ree

AGI - Giovedì la negatività al Covid, oggi il superamento di tutte le visite ci controllo per riavere l'idoneità sportiva. È una Federica Pellegrini raggiante quella che ha comunicato di poter riprendere l'attività agonistica conta tanto di foto e messaggio per i suoi fan su Instagram. "Finalmente si torna in acqua con nuovi obbiettivi", ha scritto. Sembra quindi tornare nel cassetto lo scenario di 'ritiro' paventato in caso di nuovo lockdown.

 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 31 ott 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

ree

Lo spionaggio in Australia ha eclissato i livelli della Guerra Fredda, lo ha detto in Parlamento il capo dei servizi segreti australiani avvertendo che i cittadini sono sorvegliati e influenzati da potenze straniere, in particolare la Cina. Solitamente abbottonatissimi, i capi dello spionaggio australiano parlano sempre di più di questa minaccia. "Ci sono più spie straniere e loro collaboratori che operano contro gli interessi australiani di quanti ce ne fossero durante la Guerra Fredda", ha detto nell'audizione il capo dell'Australian Security Intelligence Organisation (l'agenzia di controspionaggio dell'Australia) Michael Burgess. Burgess ha avvertito che i gruppi della diaspora che vivono in Australia sono monitorati e molestati dai governi stranieri. Gli esuli di etnia uigura provenienti dalla regione cinese dello Xinjiang sono stati presi di mira mentre vivevano in Australia e in altri Paesi democratici. Anche gli studenti di Hong Kong iscritti alle università australiane hanno denunciato intimidazioni e minacce alla famiglia in patria dopo le proteste a favore della democrazia dell'anno scorso nel centro finanziario. Burgess non ha fatto riferimento esplicito alla Cina nel suo discorso ai parlamentari di Canberra. Ma ha detto che la sorveglianza straniera e l'intimidazione dei gruppi della diaspora è stata "niente di meno che un attacco alla sovranità dell'Australia". "È inaccettabile che la gente in Australia venga intimidita, semplicemente per aver sostenuto le riforme democratiche o per aver criticato le violazioni dei diritti umani". Negli ultimi anni, diversi politici australiani sono stati coinvolti in alcuni scandali per aver accettato donazioni in contanti da donatori legati a Pechino o essere stati accusati di partecipare alla propaganda cinese. Burgess ha avvertito che i politici del Paese sono stati bersagli di primo piano nel tentativo di "rubare i nostri segreti e manipolare il nostro processo decisionale". "Vediamo le prove che i servizi segreti coltivano in modo ingannevole i politici di tutti i livelli di governo per promuovere gli interessi dei Paesi stranieri", ha aggiunto. L'anno scorso il predecessore del capo dell'Asio, Duncan Lewis, aveva avvertito che la Cina stava tentando di "prendere il controllo" del sistema politico australiano attraverso lo spionaggio e la manipolazione. Ha individuato gli episodi di agenti cinesi che hanno dato grandi contributi ai partiti politici australiani nell'ambito di una campagna ad ampio raggio che ha preso di mira anche i media e le università del Paese. I funzionari dei servizi segreti sostengono che gli sforzi della Cina per influenzare la politica oltreoceano attraverso donazioni, investimenti e gruppi comunitari sono cresciuti da quando il presidente Xi Jinping è salito al potere. L'impatto in Australia ha a lungo preoccupato gli Stati Uniti, che hanno ripetutamente messo in guardia il loro alleato. L'Australia e Washington sono membri dell'alleanza Five Eyes per la condivisione dell'intelligence - che comprende anche la Gran Bretagna, il Canada e la Nuova Zelanda. 

 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 31 ott 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

ree

Lo studio, frutto della collaborazione tra la Sapienza e laboratori europei e statunitensi, apre la strada a nuove possibilità terapeutiche anche per i soggetti affetti da patologie neuromuscolari. La ricerca è pubblicata sulla rivista Nature Cell Biology.  Con l’avanzare dell’età i muscoli tendono a perdere parte della massa, e dunque della forza, oltre che la capacità di ripararsi e rigenerarsi in seguito a traumi o danni. Aumenta così nelle persone più anziane il rischio della perdita di autonomia e di una maggiore fragilità.  Un nuovo studio internazionale, coordinato dall’Università Pompeu Fabra di Barcellona con la partecipazione di numerosi laboratori, tra cui quello del gruppo di Antonio Musarò della Sapienza Università di Roma, e pubblicato sulla rivista Nature Cell Biology, ha permesso di individuare il potenziale meccanismo che permetterebbe di mantenere giovani le cellule staminali dei muscoli nei soggetti anziani. Si tratta di un fattore di trascrizione, FoxO, che regola l’espressione genica, quella serie di eventi che traducono le informazioni contenute in un gene e che portano alla formazione di una proteina.  Lo studio ha dimostrato che farmaci sperimentali che attivano FoxO possono ringiovanire e rispristinare la funzionalità delle cellule staminali geriatriche, consentendo a un muscolo vecchio di attivare processi rigenerativi che sono tipici di un muscolo giovane. I risultati dello studio suggeriscono che le cellule staminali dei muscoli non invecchiano tutte allo stesso modo e che ne esiste un sottogruppo che può mantenere la capacità di rigenerarsi anche nei soggetti in età geriatrica. In seguito a un trauma o alle diverse condizioni in cui un muscolo è danneggiato e necessita di un processo riparativo, la rigenerazione del muscolo scheletrico avviene grazie a una popolazione di cellule staminali, le cellule satelliti, che normalmente sono in uno stato di quiescenza. “In età avanzata – spiega Antonio Musarò del Dipartimento di Scienze anatomiche istologiche medico legali e dell’apparato locomotore della Sapienza – in questo sottogruppo di cellule staminali, le cellule satelliti, questo fattore tende a funzionare meno, causando una perdita della capacità rigenerativa di queste cellule”.  La ridotta funzionalità di queste cellule satelliti con l’avanzare dell’età, porta a una diminuzione della capacità del muscolo di riparare un danno o di mantenersi attivo. Fino a oggi i meccanismi, cellulari e molecolari, responsabili di questa disfunzione rigenerativa di un muscolo vecchio non erano stati del tutto chiariti; le conoscenze ora acquisite sul fattore FoxO, seppure attualmente lo studio sia stato condotto solo su modelli animali, aprono la strada a possibili approcci per migliorare la salute delle persone anziane debilitate dalla perdita di massa muscolare o dei pazienti affetti da patologie neuromuscolari.AGI

 
 
 
bottom of page