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  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 26 ott 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

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Le domande più frequenti che gli imprenditori si pongono quando sentono parlare di copywriting sono di certo: “Cosa fa il copywriter?” e “Che differenza c’è tra un testo scritto da me e uno realizzato da un copywriter?”

E’ dunque chiaro che urge fare chiarezza sul significato e sui risultati che questa figura professionale può portare. Il lavoro di copywriter presuppone non solo capacità linguistiche sopra la media, conoscenze di marketing e di strategie di vendita ma anche empatia e psicologia. Il suo compito è quello di redigere contenuti testuali per i supporti cartacei come spot brochure e contenuti web per campagne digitali e landing page (quelle dove si atterra dopo aver cliccato su un annuncio pubblicitario, per capirci), nonché sequenze mail, presentazioni aziendali, testi per i siti o articoli.

Si tratta quindi di scrivere. Semplice? Tutt’altro. Un conto è riuscire ad esprimere un concetto a parole, un altro è creare testi con una finalità ben precisa: attirare l’attenzione del pubblico di riferimento e portarlo da A a B, dove B indica un’azione che è stata decisa a priori.

Il parere dell’esperto

Questo concetto, da solo, racchiude l’essenza del mestiere di copywriter. Per fissarlo nella mente parliamone in modo più specifico con Romina Mattoni, Copywriter del team di Emera Comunicazione, facendo finta di dover creare contenuti per vendere una crema per le mani. Prima ancora di iniziare a pensare al testo bisogna definire:

  • il target di riferimento,

  • chi sono i concorrenti diretti e indiretti,

  • come si pongono sul mercato,

  • in cosa si differenzia il proprio prodotto,

  • come comunicarlo al target e su quali canali.

Fermo restando che ogni punto merita di essere approfondito, soffermiamoci brevemente sul primo. Diciamo che si vuol vendere la crema a un target femminile che lavora in ufficio, bisogna quindi chiedersi: quali abitudini quotidiane ha? La si porta sempre con sé o è una piccola routine quotidiana? E’ qualcosa di automatico o una coccola? Ne parla con le colleghe o le amiche?

Sono alcune domande che servono a capire come identificarsi mentre si legge il testo, pungere nel vivo e persuadere a prendere in considerazione la tua crema. Da un lato ci sono gli aspetti pratici, dall’altro quelli psicologici. Fatto questo percorso chiedo di compiere un’azione precisa, come lasciare i dati per ricevere un campione di prova gratuito.

In sostanza creo per loro un percorso strutturato che accompagna dal problema alla sua soluzione grazie al nostro prodotto. Non si può infatti sperare di ottenere risultati concreti a partire da un contenuto testuale (perché non parla al target) senza queste componenti  essenziali:

  • identificazione,

  • emozione,

  • persuasione,

  • chiamata all’azione,

Abbiamo semplificato il processo, e non di poco, per restituire un quadro sintetico di come lavora il copywriter e delle discipline che studia e approfondisce. Cosa si rischia affidando la creazione di contenuti  chi non lo fa di mestiere? Oltre a quanto già esposto, di diffondere una comunicazione non in linea con il brand e di rovinarne la reputazione.


Un altro pericolo è legato alla scrittura frettolosa e inefficace perché magari manca il tempo per mettersi a tavolino e porre in atto le azioni preliminari di cui ho fatto cenno. Al contrario, disporre di un copywriter di riferimento garantisce di condividere contenuti che mirano dritto al punto in quanto realizzati seguendo determinate strategie comunicative.


Il copywriting è dunque una professione che richiede competenze, impegno, esperienza e focus sui risultati. Affidarsi a chi ha scelto questo mestiere e lo fa ogni giorno con passione è la migliore strada per emergere e attirare contatti e clienti.

 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 26 ott 2020
  • Tempo di lettura: 5 min

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Il Dpcm 24 ottobre, il ventunesimo dell'era del coronavirus, spegne la luce alle 18 per bar, pub e ristoranti, chiude cinema, teatri e sale da concerti e con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale porta l'Italia intera in semi-lockdown da oggi 26 ottobre e fino almeno al 24 novembre. E secondo gli esperti come Walter Ricciardi non servirà a molto perché "Le misure legate agli orari non hanno alcuna evidenza scientifica. Dove sono state applicate, non hanno avuto effetto nel contenimento. La Francia applica il coprifuoco da una settimana, ma l'incremento dei contagi è ancora molto sostenuto".



Il pacchetto di misure va in una duplice direzione: ferma gran parte delle attività del tempo libero e del divertimento ma preserva lavoro e scuola. Non limita la circolazione delle persone ma il governo lancia una "forte raccomandazione" a evitare gli spostamenti non necessari. E lo fa mentre il bollettino della Protezione Civile riporta la cifra di 21273 casi e 128 morti e le piazze delle città si riempiono di proteste al grido di "Tu ci chiudi, tu ci paghi".


Le cronache dei giornali raccontano che il Dpcm è maturato in un clima di confronto anche aspro con le Regioni che chiedevano di mantenere la chiusura dei locali alle 23. Ma il governo è andato dritto, guardando la curva dei contagi. L’unico compromesso con i governatori è quello sulla Dad e la possibilità per i ristoranti di aprire la domenica, inizialmente negata. Queste sono le regole e i divieti fissati dal Dpcm nel settore del commercio e perl’attività degli esercizi pubblici. Tutte le attività sono consentite rispettando gli obblighi del distanziamento e l’uso obbligatorio delle mascherine sia all’aperto, sia al chiuso:


I ristoranti, i bar, i pub, le gelaterie e le pasticcerie possono rimanere aperti dalle ore 5 alle 18. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;

Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico ma resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati;

È fatto obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale;

Le regole applicate ai ristoranti sono estese anche alle strutture agrituristiche. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché, fino alle ore 24, la ristorazione con asporto ma sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Continuano, poi, a essere consentite le attività delle mense e del catering. Restano infine aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, all’interno degli ospedali e negli aeroporti.


Dpcm 24 ottobre: le nuove regole e i divieti validi per tutta Italia

Per quanto riguarda le altre attività commerciali i saloni di bellezza, i parrucchieri e i barbieri rimangono aperti, così come i negozi al dettaglio come calzature, abbigliamento, accessori, librerie, profumerie restano aperti senza limiti d’orario, ma devono rispettare le regole: dalla distanza di un metro agli ingressi dilazionati dei clienti. La novità è nel passaggio in cui il governo chiede agli esercenti che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni. Gli stop veri e propri riguardano le cosiddette attività del loisir:


"Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto». I musei restano aperti e così gli altri «istituti e luoghi della cultura", come aree archeologiche e monumenti. Gli ingressi del pubblico sono contingentati, i visitatori devono rispettare la distanza di almeno un metro e gli assembramenti sono vietati. Anche i parchi tematici e di divertimento restano sospesi fino alla scadenza del decreto, fissata al 24 novembre;

"Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi". Resta la possibilità di svolgere attività sportiva di base e attività motoria in genere purché all’aperto presso circoli sportivi, pubblici e privati, senza creare assembramenti e rispettando le distanze;

È sospeso lo sport di contatto ma è possibile far allenare bambini e ragazzi all’aperto e rispettando le distanze;

Resta consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ma sempre rispettando la distanza di 2 metri per l’attività sportiva e di 1 metro per ogni altra attività, come le passeggiate;

Sono poi "vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose", quindi niente pranzi o festeggiamenti dopo matrimoni, i battesimi, le comunioni o le cresime. "Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso". Sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere «e gli altri analoghi eventi». Fino al 24 novembre non sarà possibile organizzare nemmeno le fiere internazionali e sono sospesi congressi e convegni. Per le cerimonie vere e proprie (matrimoni, cresime, battesimi) il Dpcm consente "le funzioni religiose con la partecipazione di persone nel rispetto dei protocolli". La capienza deve essere indicata all’esterno dei luoghi di culto.


Il nuovo Dpcm porta da oggi l'Italia in semi-lockdown (ma non basterà)

Un capitolo a parte riguarda lo smart working: la quota del 50% dei dipendenti pubblici in smart working è stata già fissata con un provvedimento firmato il 20 ottobre dalla ministra del Lavoro Fabiana Dadone. Nel settore pubblico è stato stabilito che "le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni". La stessa regola "è fortemente raccomandata per le riunioni private".


Per quanto riguarda il settore privato, nel Dpcm si raccomanda che le attività professionali "siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione; siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro".


Infine nel nuovo decreto cade il limite di sei ospiti in casa: ora nel Dpcm non c’è un numero massimo di persone che si possono invitare a casa. Ma il governo ha inserito (all’articolo 1, comma 9, lettera n) il divieto di feste al chiuso e all’aperto. "Con riguardo alle abitazioni private —si legge nel testo definitivo, già in Gazzetta Ufficiale — è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza". Una raccomandazione e non un divieto.


Nuovo Dpcm: cosa si può fare e non fare da oggi nell'Italia in semi-lockdown

„Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dato l'ok soltanto dopo aver ricevuto dal ministero dell'Economia la certezza dell'arrivo delle misure di ristoro per i commercianti in tempi brevi (un decreto legge da varare entro metà settimana). È convinto che le misure basteranno per riportare in basso la curva dei contagi in quattro o sei settimane, e che servirà a trascorrere "un Natale più sereno". Massimo Galli dell'ospedale Sacco, in un colloquio con il Fatto Quotidiano, non sembra avere queste certezze: "In molte parti d’Italia il sistema sanitario andrà in crisi e avremo un numero di morti pauroso, ma questo potrebbe ancora non accadere. Se saremo più competenti la curva rallenterà, mi riferisco al sistema Paese colto di sorpresa e alle spalle dalla prima ondata, ma rivelatosi impreparato dalla seconda per non aver introiettato la lezione nell’estate passata".


Fonte: Today.it


 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 25 ott 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

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AGI - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "non ha fatto altro che guai" nella gestione della pandemia di coronavirus. Lo ha dichiarato l'ex presidente Barack Obama durante un comizio a Miami in sostegno del suo ex vice Joe Biden, candidato dei Democratici. "L'idea che la risposta di questa Casa Bianca non sia stata altro che un guaio completo è totalmente senza senso", ha detto Obama, utilizzando l'espressione colloquiale 'screw up', traducibile come 'incasinare'.


Biden invece, ha proseguito Obama, "non farà guai con i test, non chiamerà gli scienziati idioti, non terrà un evento super diffusore alla Casa Bianca come ha fatto l'attuale presidente". "Se prima di tutto Trump avesse lavorato, non avremmo mai visto una situazione così brutta", ha detto ancora Obama, "a otto mesi dall'inizio della pandemia, i nuovi casi stanno battendo record su record. Donald Trump non diventerà improvvisamente il protettore di tutti noi. Non riesce nemmeno ad assumere le precauzioni di base per proteggere se stesso. È insensato che possa tirare fuori un nuovo approccio, un nuovo piano".

"Trump non ha interesse a prendere sul serio il suo lavoro"

"Credete che stia lavorando duro per un piano che possa tirarci fuori da questo pasticcio? Beh, non so, dato che ha avuto una settimana difficile. Sono stati tutti molto ingiusti con Donald Trump questa settimana", ha ironizzato Obama, "ho sperato, per il bene del Paese, che mostrasse almeno un minimo di interesse nel prendere sul serio il lavoro. Non ha funzionato così. Non ha mostrato alcun interesse nel lavoro o nell'aiutare qualcuno al di fuori di se stesso e dei suoi amici. E il resto di noi dovrà convivere con le conseguenze delle sue azioni". "Come regola generale, questa non è una persona alla quale piace prendersi responsabilità per alcunché ma sapete che il lavoro non funziona cosi'", ha aggiunto Obama, "inventare teorie del complotto non rende migliore la vita della gente. Bisogna avere un piano. Bisogna lavorare".

 
 
 
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