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  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 19 ago 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Centinaia di lettere recapitate agli abitanti di Robbio (Pavia) in cui è accusato di ogni nefandezza, anche di essersi spartito “il malloppo” con la società a cui aveva affidato i test per il Covid sui suoi concittadini, e un ponte intero coperto di insulti, la notte di Ferragosto, contro di lui. A essere preso di mira è Roberto Francese, il primo sindaco lombardo a dare la possibilità ai residenti di farsi diagnosticare l’infezione mediante il ‘pungidito’, suscitando i malumori espliciti della Regione Lombardia che aveva scelto Diasorin come unica società deputata a fare i test attraverso il metodo degli anticorpi.

I Ris di Parma indagano sulle missive del 'Corvo'

“Le prime scritte - racconta all’AGI - sono comparse  ai primi di aprile, all’epoca dei test, sul ponte che unisce Robbio a Confienza, dopo che sono andato in televisione. Lì per lì non gli avevo dato molto peso, attribuendole a qualche screzio col sindaco del Comune limitrofo. Adesso hanno riempito il ponte con insulti di ogni tipo, sia riguardanti la mia sfera personale che la gestione del Comune. Mi si da’ del  ‘ladro’ e si tirano in ballo anche altri, come un amico definito ‘cornuto’ perché avrei una relazione con la sua fidanzata, con nomi e cognomi. E’ comparso anche un riferimento al ‘Corvo’, questo soggetto che  firma e manda le lettere anonime a casa della gente”.

In sostanza, spiega Francese, “sono due pagine di insulti contro di me, mi etichettano come il boss mafioso che tiene tutto sotto controllo nella zona”. Secondo il giovane sindaco (ha 35 anni), “può essere che sul ponte scrivano dei ragazzini che vogliono imitare ‘il ‘Corvo’. Sono arrivate anche due denunce in Procura con gli stessi argomenti contro di me, già archiviate. Gli insulti sono anche per il capo dei Vigili, per un  assessore e per il segretario del Comune con cui avrei spartito 10 milioni che sono in Lussemburgo, Se mi dicono dove sono ci vado… - scherza - l Ris di Parma stanno comunque cercando di prendere le impronte. Le lettere sono imbustate una a una, con un certo sborso economico anche”.

"Non dimentico le parole degli onorevoli leghisti contro di me"

Francese non se la sente di ipotizzare l’identità di possibili singoli ‘odiatori’, ma sottolinea il clima che si è instaurato nei suoi confronti dopo la sua battaglia per i test, argomento al centro anche di un’indagine della Procura di Pavia in cui è stato ascoltato come persona informata sui fatti, che vede indagati il vertici del Policlinico San Matteo e Diasorin per peculato e turbativa d’asta. 

"Ero un sindaco di campagna, ho pesato i piedi nei posti sbagliati"

"Ero un sindaco di campagna, vissuto quasi nell’anonimato. Ho pestato i piedi nei posti sbagliati e ora sono al centro dell’attenzione. Regione, Ats, interrogazioni parlamentari mi hanno reso famoso. Non dimentico che due onorevoli della Repubblica, entrambi della Lega, in piena pandemia quando i tamponi non li facevano a nessuno e la gente moriva in casa, hanno avuto come  priorità quella di spendere parole e tempo contro di me”. Agli atti dell’indagine pavese, c’è anche un messaggio in cui viene definito “un miserabile” da un esponente della Lega per avere avviato una campagna di test autonomi, senza passare dalla Regione. Francese ha incaricato un legale di presentare denuncia “a tutela dell’onorabilità dell’ente, ma non farò denuncia a titolo personale, i miei concittadini, che mi hanno eletto col 75% di preferenze, sono dalla mia parte". 

 
 
 

AGI - Nell'affrontare la crisi attuale legata alla pandemia da coronavirus "il pragmatismo è necessario", con la direzione delle risposte che, "aldilà delle singole agende nazionali, è stata corretta". A dirlo l'ex presidente della Bce, Mario Draghi, aprendo il Meeting di Rimini. "Molte delle regole che avevano disciplinato le nostre economie fino all'inizio della pandemia sono state sospese per far spazio a un pragmatismo che meglio rispondesse alle mutate condizioni", ha sottolineato.

"Dobbiamo accettare l'inevitabilità del cambiamento con realismo e, almeno finché non sarà trovato un rimedio, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche. Ma non dobbiamo rinnegare i nostri principii. Dalla politica economica ci si aspetta che non aggiunga incertezza a quella provocata dalla pandemia e dal cambiamento. Altrimenti finiremo per essere controllati dall'incertezza invece di esser noi a controllarla", ha aggiunto Draghi. Gli interventi delle istituzioni europee e dei singoli governi di fronte alla pandemia da coronavirus hanno "evitato che la recessione si trasformasse in una prolungata depressione" ha aggiunto il governatore. "Tutte le risorse disponibili sono state mobilizzate per proteggere i lavoratori e le imprese che costituiscono il tessuto delle nostre economie", ha sottolineato, rimarcando che "l'emergenza e i provvedimenti da essa giustificati non dureranno per sempre". "Ora è il momento della saggezza nella scelta del futuro che vogliamo costruire", ha proseguito. Secondo Draghi per la crescita è "essenziale" investire sui giovani e sulla loro istruzione, un tema su cui "la visione di lungo periodo deve sposarsi con l'azione immediata".  "Questo è stato sempre vero ma la situazione presente rende imperativo e urgente un massiccio investimento di intelligenza e di risorse finanziarie in questo settore", ha aggiunto. Per Draghi "c'è anche una ragione morale che deve spingerci a questa scelta e a farlo bene: il debito creato con la pandemia e' senza precedenti e dovrà essere ripagato principalmente da coloro che sono oggi i giovani. E' nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo pur vivendo in società migliori delle nostre". "Il ritorno alla crescita, una crescita che rispetti l'ambiente e che non umili la persona, è divenuto un imperativo assoluto" ha detto Draghi. "L'obiettivo è impegnativo ma non irraggiungibile se riusciremo a disperdere l'incertezza che oggi aleggia sui nostri Paesi", ha aggiunto, spiegando che va perseguito per far si che "le politiche economiche oggi perseguite siano sostenibili, per dare sicurezza di reddito specialmente ai più poveri, per rafforzare una coesione sociale resa fragile dall'esperienza della pandemia e dalle difficolta' che l'uscita dalla recessione comporterà nei mesi a venire, per costruire un futuro di cui le nostre società oggi intravedono i contorni".

 
 
 

Così il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia intervistato a La vita in diretta. "L'Italia è un Paese sicuro ora, ma dobbiamo convivere col Covid. Spero che non ci sia un nuovo lockdown anche perché non potremmo permettercelo, avrebbe un costo troppo alto" per il Paese. Potrebbero esserci però "zone chiuse", per evitare l'esplosione di nuovi focolai, "dobbiamo stare attenti. Il Paese dà segni di ripresa, soprattutto grazie al turismo che ha segnato un luglio e una prima metà di agosto positivi".


Quanto alle discoteche, precisa Boccia: "Il governo non ha riaperto le discoteche. Sono state riaperte alcune discoteche, non tutte, sulla base di una responsabilità assunta dalle regioni con un settore turistico più spiccato". "Tutti noi vorremmo fare quello che facevamo prima", ha proseguito il ministro, "ma il nostro dovere è riaprire le scuole a settembre". Gli interventi del governo hanno consentito all'Italia di essere "uno dei paesi più sicuri al mondo: oggi i dati dicono circa 400 contagi, contro i 1.400 della Germania e i 2.000 Francia e Spagna. Dobbiamo convivere con il Covid sapendo che alcune cose non si possono fare come le facevamo a febbraio. E tra queste c'è la vita in discoteca".

Poi un appello agli italiani che non sono ancora andati in vacanza: "Questa deve essere l'estate dell'Italia. Senza polemizzare con chi va all'estero, l'Italia oltre a essere il Paese più bello al mondo, oggi è anche il più sicuro". Quindi l'invito: "Restate in Italia. è sicura e evitiamo di correre dei rischi come i nostri connazionali che sono andati all'estero".

Un ultimo passaggio sulle minacce ricevute online dopo gli ultimi provvedimenti del governo per contenere la diffusione del coronavirus: "Se si prendono decisioni impopolari molte persone possono essere scontente, ma devi farlo senza pensare alle conseguenze". "Però", ha concluso. "l'odio sulla rete va fermato. Alcune persone che ho dovuto denunciare nei giorni scorsi si sono già scusate. Altre dovranno rispondere davanti agli inquirenti, però il messaggio che lancio è basta con odio sulla rete". 

 
 
 
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