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  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 19 lug 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Il dispositivo utilizza il Bluetooth per trasmettere in streaming le riprese su uno smartphone e ha un'autonomia di un'ora. Usare decine o centinaia di coleotteri consentirebbe un monitoraggio completo o la mappatura di un ambiente.AGI - Osservare il mondo dalla stessa prospettiva di un insetto. Letteralmente. È quello che consente di fare una minuscola videocamera, così piccola da essere posizionata sul dorso di uno scarabeo. L'esperimento è di un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington, che ne riferiscono sulla rivista Science Robotics.La mini-videocamera può trasmettere in tempo reale il punto di vista dell'insetto. Il dispositivo utilizza il Bluetooth per trasmettere in streaming le riprese su uno smartphone con una risoluzione di 160 per 120 pixel e con una frequenza compresa tra uno e cinque fotogrammi al secondo. Si trova su un braccio meccanico che può essere controllato a distanza per ruotare la videocamera a destra e sinistra. La possibilità di filmare l'ambiente circostante usando gli scarafaggi consente un gran risparmio energetico rispetto a robot o droni simili a insetti. "Combinando queste due cose diverse - animali viventi e sensori - in pratica ottieni il meglio da entrambi i mondi", Shyam Gollakota, scienziato che ha coordinato lo studio. La fotocamera è alimentata da una batteria a polimeri di litio. Durante lo streaming continuo, può durare più di un'ora, afferma Vikram Iyer dell'Università di Washington, altro autore dello studio. Il dispositivo include anche un accelerometro; la fotocamera può essere programmata per filmare solo quando lo scarabeo è in movimento e, in questo caso, la batteria dura fino a sei ore.In totale, il peso del dispositivo è di poco più di mezzo grammo e può essere rimosso dagli scarabei. Il dispositivo è stato posizionato come uno zaino a due diverse specie di scarabei, lo scarabeo che finge di morire (Asbolus laevis) e lo scarabeo Pinacate (Eleodes nigrina), che sono noti per essere in grado di trasportare carichi di peso simili.I ricercatori dicono che gli insetti siano vissuti per più di un anno dopo la fine dell'esperimento. Nel loro sistema attuale gli scienziati non ha alcun controllo su dove gli scarabei scelgono di spostarsi. Secondo Gollakota, l'uso di decine o centinaia di coleotteri consentirebbe un monitoraggio più completo o la mappatura di un ambiente. "Man mano che si diffondono, puoi raccogliere abbastanza informazioni da non dover controllare gli insetti", conclude. 


 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 19 lug 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

"Devo pizzicarmi per crederci, ancora non me ne rendo conto. E questo risultato lo devo a un team incredibile di persone senza le quali non avrei avuto l'opportunità di fare tutto questo". Così a caldo Lewis Hamilton commenta la pole position numero 90 in carriera conquistata al Gran Premio d'Ungheria. Per la Mercedes è l'ennesima doppietta in prima fila e l'inglese rivolge un pensiero al compagno di squadra, secondo oggi in qualifica: "Per battere Valtteri Bottas devi essere perfetto sul giro secco ed è una delle cose che mi piacciono di più".

Hamilton, che ha fatto registrare il giro record all'Hungaroring in 1'13"447, domani (inizio gara ore 15.10) punta all'ottava vittoria in uno stesso Gran Premio, battendo il record di Michael Schumacher. Più degli avversari, però, teme la partenza e il maltempo: "E' molto lunga la strada fino alla prima curva, dovrò cercare una buona partenza. Inoltre il meteo qui è imprevedibile, ma cercherò comunque di concentrarmi il più possibile per cercare di portare a casa un'altra doppietta".


 
 
 

Il grande attacco informatico contro Twitter, col quale ignoti hanno pubblicato dei tweet in cui chiedevano bitcoin dai profili di importantissime personalità e società statunitensi, ha generato un bel po’ di preoccupazioni. È stata la più grave violazione nella storia di Twitter e l’opinione che circola di più, tra gli esperti di sicurezza informatica, è che la prossima volta potrebbe andare molto peggio.


Non si sa ancora chi e come abbia pubblicato dei tweet dagli account di gente come Barack Obama, Bill Gates, Joe Biden, Elon Musk, Kanye West, Kim Kardashian e da quelli di aziende come Apple e Uber. Secondo Reuters, il messaggio che invitava a inviare dei bitcoin su un conto per riceverne il doppio ha fatto incassare circa 120mila dollari agli autori dell’attacco: che sono anche pochi, considerando che ciascuno degli account hackerati aveva milioni di follower, e che è la prima volta che si verifica un attacco del genere.


Le prime impressioni degli esperti che circolano sulla stampa americana dicono che sembra il lavoro di semplici truffatori e non quello di hacker stranieri, tantomeno di agenti di paesi come Corea del Nord o Russia, con un passato recente ricco di attacchi informatici sofisticati contro gli Stati Uniti. Molti hanno parlato di “account violati”, ma al momento non risulta che questi account siano effettivamente stati violati, cioè che ne sia stata sottratta la password: sembra che l’attacco sia avvenuto attraverso un accesso illecito al pannello di controllo usato dai dipendenti di Twitter.


Joseph Cox, un rispettato reporter di tecnologia di Motherboard, ha scritto che secondo le sue fonti c’è stata la complicità di un dipendente di Twitter, pagato dagli hacker. Non c’è ancora nessun tipo di conferma ufficiale, ma questa ipotesi è la più citata. Sempre Cox scrive che un portavoce di Twitter gli ha detto che sono in corso le indagini per stabilire se il dipendente abbia hackerato autonomamente gli account o abbia dato i codici di accesso agli hacker.


Ma mentre le dinamiche dell’attacco sono ancora da chiarire, alcune implicazioni e conseguenze dell’attacco sono invece già evidenti. Twitter è uno dei social network più usati al mondo: e sebbene abbia molti meno utenti di Facebook, Instagram o TikTok, è una piattaforma di enorme influenza sulla vita pubblica. Basta pensare all’uso che ne fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, o alla sua importanza per la diffusione delle notizie o delle comunicazioni ufficiali in situazioni di emergenza.


Mercoledì sera, per esempio, il National Weather Service di Lincoln, Illinois, aveva appena twittato un avviso su un tornando imminente quando Twitter ha sospeso le pubblicazioni a tutti gli account verificati, quelli con la spunta blu, per evitare che altri profili fossero hackerati. È stata una misura drastica – «la cosa più vicina a staccare la spina che Twitter abbia mai fatto», ha scritto Casey Newton su The Verge – e che ha bloccato ulteriori comunicazioni sul tornado. Se già questo è un effetto in una certa misura preoccupante, lo è ancora di più la prospettiva che a essere hackerati siano account di agenzie pubbliche e autorità, che potrebbero diffondere false informazioni su cataclismi naturali creando il panico.


Allo stesso modo, i tweet di Trump sono ormai considerati trasversalmente come dirette espressioni della sua azione politica da presidente: e vista la nota impulsività con cui Trump scrive sul social network, in diversi si sono preoccupati di cosa possa succedere se qualche malintenzionato pubblicasse dal suo profilo un messaggio plausibile con l’intento di destabilizzare, almeno temporaneamente, la politica internazionale. Va detto però che nell’attacco di ieri il profilo di Trump non è stato violato: o perché ha qualche livello di sicurezza speciale e aggiuntivo, come ha confermato un funzionario governativo al New York Times, o perché gli autori temevano di attirare su di sé tutto un altro tipo di attenzioni e indagini.



 
 
 
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