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  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 3 lug 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Col trascorrere delle settimane le speranze di vedere accolta in maniera positiva la richiesta di posticipare al 2022 l'atteso e fortemente voluto Campionato mondiale di sci alpino assegnato al 2021 alla 'Perla delle Dolomiti', Cortina d'Ampezzo, si erano sempre più affievolite. Il coronavirus nell'ultimo mese è diminuito nel contagio. Un dato positivo nel quale, però, ancora non cullarsi. La Federazione Italiana Sport Invernali, raccolto il desiderio della Fondazione Cortina 2021 e di altri enti con l'appoggio della Regione Veneto, si è fatta portavoce della richiesta. Oggi quel desiderio è tramontato e la richiesta è stata bocciata.



Una decisione maturata giorno dopo giorno perché l'intenzione del mondo dello sci non era quella di portare il Mondiale nello stesso anno delle Olimpiadi, quelle di Pechino nel 2022. Così è stato e la kermesse iridata, sarà la numero 46 della storia (la 47esima sarà in Francia), si terrà tra puntuale tra sette mesi, dal 9 al 21 febbraio del 2021. La richiesta avanzata dalla Fisi il 25 maggio scorso era legata al fatto che il Veneto e l'Italia erano stati fortemente colpite dalla pandemia di Covid-19 con implicazioni finanziarie senza precedenti per la comunità imprenditoriale locale e nazionale oltre che per la popolazione. Sono stati illustrati quali rischi avrebbe portato una seconda ondata del virus in autunno: la cancellazione del Mondiale nell'Ampezzano con ulteriore importante danno economico dopo la cancellazione delle finali di Coppa del mondo del marzo scorso.

Su questo punto oggi è intervenuto il presidentissimo della Federazione Internazionale dello Sci, Gian Franco Kasper. "La Fis ha deciso di sostenere finanziariamente la federazione italiana per un massimo di 10 milioni di franchi svizzeri in caso di cancellazione dei Mondiali di Cortina per un ritorno dell'epidemia di coronavirus - ha detto Kasper, 76 anni, svizzero di Sankt Moritz a capo della Fis da ben 22 anni (è prossimo a lasciare il trono) -. Si tratta di una forma di garanzia che la federazione ha voluto dare all'Italia, auspicando che non ce ne sia bisogno e che il Mondiale si disputi regolarmente".

Alessandro Benetton, presidente della Fondazione Cortina 2021, ha subito accolto positivamente la conferma del 2021 affermando, "c'è un grande gioco di squadra di istituzioni e territorio, dimostreremo che nonostante tutte le eccezionalità di questo periodo sapremo rendere onore al prestigio del nostro Paese". Benetton ha precisato, "saremo pronti dimostrando che un Mondiale può cambiare la storia di un territorio nonostante le avversita' e che Cortina 2021 sarà decisiva per rimettere in circolo energie positive nel Paese e tornare a guardare al domani con la fiducia e l'orgoglio di essere italiani".

Sin dalla proposta gli atleti si erano detti perplessi e contrari per un doppio appuntamento importante come Olimpiadi e Mondiali a distanza di poche settimane. L'azzurra Federica Brignone, detentrice della Coppa del mondo generale al termine di una stagione sportivamente fantastica, ha detto di essere "molto contenta che la Fis abbia confermato i Mondiali nel 2021 soprattutto per Cortina perché dopo avere saltato le finali dello scorso mese di marzo si merita un evento così importante nella data fissata originariamente". La campionessa valdostana ha precisato che, "dal punto di vista di un atleta, disputare nel 2022 due grandi eventi come Olimpiadi e Mondiali nello spazio di così poco tempo avrebbe creato qualche problema".

Sul tema posticipo non si era mai espressa Sofia Goggia che ha detto di voler attendere la decisione odierna. "Sono contenta per Cortina perché ospiterà il primo grande evento internazionale dopo l'epidemia di coronavirus, visto anche lo spostamento delle Olimpiadi estive di Tokyo - ha detto l'oro olimpico in carica della discesa libera -. Va bene la conferma al 2021 anche perché sarà un appuntamento importantissimo e una grande festa per lo sci e la squadra italiana farà di tutto per farsi valere e mostrare il proprio valore".

Nei giorni del Mondiale di sci, Cortina ospiterà un altro evento internazionale: la seconda fase della qualificazione olimpica femminile. Il torneo si terrà dall'11 al 14 febbraio allo stadio Olimpico, quello della solenne cerimonia d'apertura dei Giochi del '56, con le azzurre che affronteranno Kazakistan, Spagna e Taipei. Una concomitanza dal sapore olimpico, piccolo antipasto di quello che accadrà nel febbraio del 2026 quando ci saranno, già ampiamente assegnati con la vittoria sulla Svezia, i Giochi olimpici di Milano-Cortina. 


 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 2 lug 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Bonus irpef, a chi spetta? Tutti coloro che percepiscono redditi di lavoro dipendente ed assimilato hanno diritto, sino a un determinato limite di reddito, ad un credito Irpef sulla retribuzione, il cosiddetto bonus Renzi. Questo bonus, come ricorda laleggepertutti.it, ammonta a 80 euro mensili, se il reddito del lavoratore non supera 24.600 euro, mentre è riproporzionato dai 24.600 ai 26.600 euro di reddito, nonché sulla base del periodo annuo lavorato.

Il bonus Renzi, dal 1° luglio 2020, è stato tuttavia abolito: al suo posto, entra in vigore il cosiddetto nuovo bonus Irpef. Non si tratta in realtà di un solo nuovo bonus, ma di due nuovi strumenti, che ampliano notevolmente la platea dei beneficiari del bonus Renzi e ne aumentano anche l’importo. Nel dettaglio, la nuova normativa istituisce un trattamento integrativo dei redditi di lavoro dipendente e assimilati, in sostanza un nuovo bonus Irpef il cui importo mensile ammonta a 100 euro; il trattamento spetta a chi possiede un reddito complessivo di lavoro dipendente e assimilato (sono esclusi i redditi di pensione ed alcune voci di reddito assimilato), sino a 28mila euro annui.

La nuova legge istituisce anche una nuova detrazione fiscale per i titolari di reddito di lavoro dipendente e assimilato d’importo superiore a 28mila euro, che diminuisce gradualmente al crescere del reddito, sino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito pari a 40mila euro. Qual è il reddito complessivo per il diritto al nuovo bonus Irpef? Il reddito complessivo, secondo il Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) è costituito dalla somma di tutti i redditi (fondiari, di fabbricati, lavoro, pensione, capitale, diversi…) posseduti dal contribuente. Il reddito complessivo rilevante ai fini del bonus Irpef, in base alle indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate [2], è da considerare come reddito complessivo lordo e non come reddito imponibile.La nuova disciplina prevede che, ai fini della determinazione del reddito complessivo per il diritto al nuovo bonus Irpef, rilevino anche i redditi esenti agevolati per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero e degli impatriati. Il reddito è considerato al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze.Possono beneficiare del nuovo bonus Irpef coloro che hanno prodotto redditi di lavoro dipendente e assimilati. La detrazione fiscale aggiuntiva, che spetta a chi percepisce redditi di lavoro dipendente ed assimilati, con un reddito complessivo annuo oltre 28mila euro, è rapportata al periodo di lavoro ed ammonta a:


- 480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 40.000 euro;


- 480 euro, se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.


Più semplicemente, ricorda laleggepertutti.it, per determinare l’importo della detrazione si utilizzano le seguenti formule:


se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro:


o 480+ 120 x [(35.000- reddito complessivo) /7.000]


se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro:


o 480 x [(40.000- reddito complessivo) /5.000].


 
 
 

Sull'onda delle novità messe in moto dal movimento di protesta Black Lives Matter, il gigante francese della cosmetica L'Oreal ha deciso di bandire alcuni termini che possono urtare la suscettibilità."Il gruppo L'Ore'al - ha fatto sapere la società in una nota - ha deciso di rimuovere le parole bianco/sbiancante, chiaro/schiarente e luce/illuminante da tutti i suoi prodotti dermatologici per la sera".La decisione segue di poche ore quella della filiale indiana di Unilever di ribattezzare una crema illuminante per la pelle, 'Fair & Lovely', vendita in India e Bangladesh, preziosi mercati di consumo: altro che 'fair', 'chiaro', la crema - ha tenuto a precisare il gruppo anglo-olandese - celebra "tutte le tonalità della pelle".Il nuovo nome non è ancora stato reso noto ma potrebbe essere, secondo la stampa indiana, 'Glow & Lovely', dove 'glow' sta per 'scintillante'. I grandi gruppi cosmetici sembrano dunque impegnati a bandire tutti i termini che possano richiamare ed esaltare il mito della pelle chiara.

Un'ossessione che è profondamente radicata tra molti afroamericani, ma anche in tutta l'Asia e in alcune città può essere difficile trovare cosmetici che non contengono alcun tipo di prodotto schiarente. In Asia meridionale, in particolare, e specialmente all'interno della complessa gerarchia delle caste indiana, è diffusa l'opinione che i toni più chiari della pelle appartengano a una classe sociale superiore."Stiamo rendendo più inclusivo il nostro portfolio di prodotti per la pelle e vogliamo arrivare all'esaltazione di un ritratto più vario di bellezza", ha tenuto a precisare Sanjiv Mehta, responsabile di Hindustan Unilever. "Il brand non è mai stato e non sarà un prodotto sbiancante".E ormai l'onda è partita. La scorsa settimana Johnson & Johnson ha smesso di vendere in Asia e Medio Oriente alcuni prodotti Neutrogena e Clean & Clear, pubblicizzati come "illuminanti delle zone buie" del volto. Da notare che le creme schiarenti della pelle in India sono state a lungo sponsorizzate dalle maggiori star di Bollywood, da Shah Rukh Khan a Priyanka Chopra Jonas. Proprio la bellissima modella e attrice, sposata con il cantante americano Nick Jonas, nelle scorse settimane è stata messa alla gogna sui social media per l'ipocrisia di voler sostenere il movimento Black Lives Matter e insieme proporsi come 'ambasciatrice' di prodotti illuminanti. 


 
 
 
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