Più forza al business con gli SMS

L'SMS MARKETING può far decollare la tua attività.
Sperimentalo gratis con Esendex. 5 SMS omaggio!

www.esendex.it
top of page
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 26 giu 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Grandi aziende e marchi rinomati alle prese con la terribile "coronacrisis". Migliaia di licenziamenti e molti non riapriranno più A leggere le agenzie una di seguito all’altra, il bollettino ha sicuramente un forte sapore bellico. Non c’è attività, infatti, che non stia operando tagli draconiani e lasciando a casa personale, a causa dellacrisi da Coronavirus, ocoronacrisis, come la hanno soprannominata i media americani. Non arrivano notizie simili dall’Italia ma solo perché al momento da noi vige il bloccoex legedei licenziamenti,blocco che durerà fino al prossimo 17 agosto. Dopo, se il governo non lo rinnoverà, subentreranno le regole ordinarie del mercato. Ecco quindi chi soffre maggiormente e anche cosa potrebbe aspettarci.

H&M perde 477 milioni nel secondo trimestre

Conti in profondo rosso nel secondo trimestre per la nota catena di vestiti a buon prezzo Hennes & Mauritz (H&M), naturalmente a causa del Coronavirus. Il colosso svedese ha registrato una perdita di 5 miliardi di corone nel trimestre (477 milioni di euro), perché ha dovuto chiudere un numero di negozi maggiore del previsto per effetto dell’emergenza sanitaria globlae. Lo scorso anno nello stesso periodo H&M aveva registrato un utile netto di 4,6 miliardi. Dimezzato, inoltre, il fatturato nei tre mesi allo scorso 31 maggio a 28,7 miliardi da 57,4 miliardi. Il gruppo, che nel primo trimestre prevedeva di aumentare la propria rete di 35 negozi, ora punta a una riduzione di 40 punti vendita. Nel periodo 1-24 giugno, precisa inoltre H&M, le vendite sono diminuite del 25% in valute locali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Attualmente 350 negozi, pari al 7% del totale, sono ancora chiusi e un grande numero degli altri punti vendita è soggetto a restrizioni locali e ad orari di apertura ridotti. Sono aperti, d’altro canto, 48 dei 51 mercati online del gruppo.

Lufthansa chiude filiale SunExpress Deutschland

Lufthansa, che ha appena ottenuto l’ok da Bruxelles per il prestito concesso da Berlino, deve comunque ristrutturare il debito, e lo farà con azioni ad alto impatto. Chiusa, per esempio, la filiale SunExpress Deutschland, che conta 1.200 dipendenti. Lo ha reso noto il gruppo. Il voli verranno distribuiti fra altre compagnie.

Regno Unito, Swissport lascia a terra 4.556 dipendenti

Vola nel pieno di una brutta turbolenza anche il colosso internazionale dei servizi aeroportuali Swissport, che ha annunciato oggi un taglio di 4.556 posti di lavoro del suo personale impiegato negli scali Regno Unito, destinato più che a dimezzare l’organico attuale. «Dobbiamo ridimensionarci per sopravvivere alla crisi», ha detto amaramente l’amministratore delegato Jason Holt, indicando stime di un calo del 50% dei ricavi nel 2020 a causa del pesante contraccolpo della pandemia sul traffico aereo.

La crisi non risparmia nemmeno Royal MailPersino il gruppo postale britannico Royal Mail ha annunciato il taglio di 2mila dipendenti: una conseguenza delle difficoltà accusate dalla sua divisione di spedizione di pacchi, che si è accentuata con la crisi sanitaria indotta dal Covid-19. La Royal Mail ha annunciato che questa riduzione rientra in una più vasto piano di riduzione dei costi aziendali.




 
 
 

Il 4 luglio oltremanica riaprono bar, ristoranti e parrucchieri. Sono passate 12 settimane da quando il premier britannico ha annunciato le drastiche misure che hanno cambiato la vita oltremanica, cambiando radicalmente la vita di tutti.

Ma come sono andate queste settimane di lockdown oltremanica?Lo abbiamo chiesto alla scrittrice Simotta Agnello Hornby, siciliana, che vive Londra da quando si è sposata.

Headless-chicken

E non ci ha sorpreso quando ci ha confessato di aver vissuto il lockdown con curiosità. Immersa nella scrittura del seguito di ‘Caffè amaro’ il confinamento non le è pesato più di tanto. “Ero curiosa di vedere come gli inglesi si comportassero, di fronte alle file, per esempio, al divieto di andare nei parchi”. Ed è stato un macello, ci dice “nessuno porta la mascherina, al parco si va comunque”. La confusione regna sovrana. Anche andare dal medico di base è un’avventura “e il mio medico mi a anni, eppure la trafila è inimmaginabile e solo per fare la ricetta di una medicina”. Al di qua della Manica non l’avremo mai sospettato. O forse sì, dopo le piroette del premier Johnson. “Ah Johnson, ti cita Tacito per confonderti, ma gratta gratta non c’è niente”. L’Inghilterra ai tempi di Covid, per Simonetta Agnello Hornby è riassumibile con l’immagine dell’headless-chicken: “E’ come un pollo cui si taglia la testa e che continua a dimenarsi per via delle terminazioni nervose”. Ma poi aggiunge: “L’Inghilterra è un Paese di ribelli e d’altra parte la storia inglese è una storia violenta. Arriva però un momento in cui gli inglesi obbediscono”. Sarà il momento in cui sopravviene la crisi definitiva dei nervi del gallo decapitato, immaginiamo noi.

Se la gestione della crisi da parte di Downing Street non arriva alla sufficienza, quella italiana per la scrittrice siciliana – ha esacerbato la sovrapposizione di un piano regionale e uno nazionale che lei non riesce a concepire: “Sono sempre stata ostile a un sistema di governi regionali, in questi mesi più che mai".

E la contrapposizione, in alcuni casi, tra Regioni e governo centrale "è stato uno spettacolo imbarazzante”.

Saprà la scrittrice che qualche anno fa si cercò di semplificare la struttura statale eliminando le province e che sulla carta sembrava cosa fatta ma concretamente pare proprio di no?

Sarà forse che gli italiani restano dei galli, tout court? Scherzi a parte, una cosa che veramente ha scioccato Simonetta è lo scandalo della morti per covid nelle case di riposo, nel Regno Unito come in Italia.

Gli anziani e lo scandalo Rsa

“Le, tristemente, famose Rsa, che qui sono cominciate a svilupparsi 40 anni fa, forse sono più recenti in Italia”. L’Italia che da ragazzina lei si lasciò alle spalle, curava i propri anziani, li teneva stretti come un filo della coscienza che univa tutti in un girotondo collettivo - permettendo di chiudere il cerchio - “vivevano in casa con i figli, con i nipoti. Le case di riposo per anziani sono uno scandalo della nostra società”.

Altra cosa sorprendente è stato l’agire in ordine sparso dell’Europa, “ormai qui d’Europa non se ne parla quasi più, essendo Londra fuori dall’Unione europea, ma il fatto che non ci fosse integrazione dal punto di vista sanitario tra i vari Stati membri dell’Unione mi ha profondamente colpito”.

E la Brexit?

“Mi auguro che quest’esperienza possa unire i vari Paesi, come solitamente avviene di fronte alle grandi tragedie. Vivo di speranze, anche se non sono un’ottimista (l’ottimista è un grullo, così come il pessimista). Sono convinta che la pandemia ci darà la possibilità di migliorarci. Ci sarà un’ampia ricerca sulle minoranze etniche, per esempio. Ci dovranno pur dire perché ci sono stati più malati tra i neri, per esempio. E ancora spero che la ricerca venga indirizzata per combattere la povertà, mi chiedo perché le risorse di cui disponiamo non vengano distribuite in modo più equo”.

Ha avuto paura per sé stessa?

“No assolutamente no, ho 74 anni, non ho paura di morire, vorrei non soffrire, questo sì”.

L'annuncio del premier britannico martedì 23 giugno

Il premier Boris Johnson alla Camera dei Comuni ha spiegato che si tornerà a bere la birra, a mangiare fuori e ci si potrà tagliare i capelli a partire dal 4 luglio.

"Signor Presidente, posso dire alla Camera dei Comuni, posso dire all'Assemblea che riapriremo anche ristoranti e pub. All'interno il servizio sarà limitato al tavolo, quanto è attesa una pinta di birra così anche un taglio dei capelli, cosa che aspetto anch'io, quindi riapriremo i parrucchieri, con le dovute precauzioni".



 
 
 

"In Italia e in Europa stiamo imparando a conoscere meglio il virus, ad evitare che si diffonda - spiega - ma se alziamo lo sguardo fuori dell'Italia, vediamo immagini molto complicate che arrivano dal Brasile, dal Sud America, dagli Stati Uniti, dai grandi Paesi dell'Asia. Se stiamo alla somma assoluta dei casi per giorno,l'ultima settimana è stata la più difficile a livello globale. È chiaro - ha concluso - che noi dal punto di vista italiano ed europeo vediamo un'onda un po' più bassa, ma la soluzione definitiva arriverà con il vaccino".  "Sono soddisfatto di aver firmato sabato scorso un'intesa insieme ai ministri della Francia, della Germania e dell'Olanda con la multinazionale Astrazeneca che ha raccolto gli studi della università di Oxford per il candidato vaccino più promettente" ha aggiunto Speranza, "Nel contratto che abbiamo siglato le prime 60 milioni di dosi saranno distribuite gi entro la fine dell'anno".

"Stiamo parlando ancora di un candidato vaccino, anche se il più promettente - ha sottolineato il ministro - ma è bello che l'Italia sia in testa a questa sfida in cui ci sono colossi internazionali, grandi Paesi e partite geopolitiche "."I bilanci vanno fatti alla fine, e purtroppo non siamo alla fine di questa vicenda. Ancora c'è il virus circolante, ancora le persone perdono la vita, dobbiamo sentirci dentro questa sfida, se pensiamo che la battaglia è vinta rischiamo di commettere errori. Il primo messaggio che mi sentirei di dare è di prudenza e di cautela. È chiaro che il Paese è ripartito e deve ripartire - ha sottolineato il ministro della Salute - ma è del tutto evidente che abbiamo bisogno di avere piena consapevolezza di un virus ancora non vinto. Lo vinceremo solo quando ci sarà un vaccino sicuro, capace di dare una risposta vera a tutti i nostri concittadini". 


 
 
 
bottom of page