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Non come in Star Trek

Nel mondo quantistico potrebbe essere attuabile il teletrasporto, anche se in maniera diversa da quanto si vede nelle serie televisive fantascientifiche. Secondo uno studio degli esperti dell’Università di Rochester e della Purdue University, pubblicato sulla rivista Nature Communications, nel mondo subatomico della meccanica quantistica si potrebbe pensare diversamente all’informatica quantistica, in modo da rendere possibile il teletrasporto di stati quantici. L'azione spettrale a distanza “Studi precedenti hanno dimostrato che possono avvenire trasmissioni di informazioni (non di materia vivente, come in Star Trek) tra fotoni su chip anche se non fisicamente collegati. Il nostro lavoro esplora nuovi modi per creare interazioni tra elettroni distanti”, afferma John Nichol dell’Università di Rochester, specificando che una metodologia basata su queste nuove conoscenze potrebbe rivoluzionare la tecnologia, la medicina e la scienza fornendo processori e sensori più veloci ed efficienti. “Secondo il concetto di entanglement, o azione spettrale a distanza, come definita da Einstein, le proprietà di ogni particella influenzano e dipendono dalle proprietà di altre particelle, anche se le interazioni avvengono a grandi distanze. Il teletrasporto quantico coinvolge due particelle distanti intrecciate, in cui lo stato di una terza particella teletrasporta istantaneamente il suo stato verso le due particelle intrecciate”, spiega Andrew Jordan, docente di Fisica presso l’Università di Rochester, aggiungendo che il processo sfrutta le proprietà dei qubit. I fotoni elettromagnetici e le coppie di qubit “I normali computer si basano sui bit, che assumono valori binari di 0 oppure 1, mentre i computer quantistici codificano le informazioni in bit quantici, o qubit, che possono assumere simultaneamente i due valori. Il nostro studio dimostra il teletrasporto quantistico usando fotoni elettromagnetici per creare coppie di qubit intrecciate da remoto”, proseguono i ricercatori. Il team ha utilizzato una tecnica recentemente sviluppata basata sui principi dell'accoppiamento di scambio di Heisenberg. “Gli elettroni possono essere paragonati a dei magneti con un polo può puntare verso l’alto o verso il basso, a seconda del momento magnetico dell’elettrone, o spin. Due particelle con stesso momento magnetico non possono trovarsi nello stesso luogo allo stesso istante, o i loro stati quantici si sostituirebbero avanti e indietro nel tempo”, continua Nichol, sostenendo di essere riusciti a creare l’entanglement tra due elettroni nonostante la mancata interazione tra le particelle. “I nostri risultati aprono la strada a future ricerche sul teletrasporto quantico che coinvolgono stati di spin di tutta la materia, non solo i fotoni, e forniscono ulteriori prove delle capacità sorprendentemente utili dei singoli elettroni nei qubit”, concludono gli scienziati. 



 
 
 

"L'Italia ha dato grande prova di sé, quando tutto era inaspettato". Lo ha detto Giuseppe Conte alla Protezione civile alla cerimonia di ringraziamento ai medici e infermieri della task force anti-Covid. "I singoli cittadini sono riusciti rispettare regole molto restrittive, cambiare le abitudini di vita dall'oggi al domani, stravolgendole. Ma la prova ancora più bella l'avete data voi quando avete risposto all'appello, tutta l'Italia ha tratto conforto e motivo di fiducia dal vostro coraggio". "Solo con uno sforzo solidaristico potevamo uscire in qualche modo contenendo il contagio", ha sottolineato il premier."Non vi chiamo eroi, ma siete grandi professionisti di grande cuore. Il Paese, in tutte le sue componenti, ha reagito benissimo e se siamo qui a parlarci in questo modo è perché ci siete stati voi, grandi professionisti con un grande cuore".

ZONA ROSSA - "Sfido qualunque presidente del Consiglio a pensare di poter disporre, per la prima volta dal Dopoguerra a oggi in uno Stato democratico, una zona rossa per 10 comuni del lodigiano". "E così la decisione di dire ai cittadini non uscite più di casa se non per comprovate ragioni, le misure di distanziamento, usare i dispositivi di protezione sfidando le regole base e i principi fondamentali del nostro ordinamento democratico, con implicazioni politiche, giuridiche e economiche", ha aggiunto il premier.

ANZIANI - Quelli per il coronavirus "sono decessi che non dobbiamo dimenticare, non sono numeri, sono cari, parenti, conoscenti, persone molto anziane ma non sempre così, sono le persone che hanno ricostruito l'Italia"."Nel pre Consiglio europeo ho dato il numero dei decessi per spigare ai miei colleghi che non possiamo solo tenere presente la prospettiva politica e giuridica ma anche quella morale, che ci deve muovere quando assumiamo le decisioni. Dobbiamo farlo per loro", ha sottolineato il premier.

ONORIFICENZE - "Ne ho parlato con il presidente della Repubblica, quest'anno non c'è la possibilità di attribuire le onorificenze dell'Ordine al merito della Repubblica, abbiamo rinviato al 27 dicembre e chiesto ai prefetti di segnalare le persone che si sono particolarmente distinte, ovviamente nelle professioni sanitarie ma anche della Protezione civile, le forze dell'ordine i vigili del fuoco e di tutte le categorie".



 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 22 giu 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

“Il coronavirus si sta spegnendo? Si tratta di studi basati su osservazioni estemporanee e non su esperimenti. C’è solo un modo per saperlo, quello di infettare degli animali e dei modelli ma siccome non abbiamo un animale da infettare tutto il resto sono chiacchiere". A sostenerlo è il virologo Andrea Crisanti professore di microbiologia all'Università di Padova, ad "Agorà” su Raitre, commentando i risultati preliminari dell’analisi sui tamponi realizzata dalla Regione e presentati ieri dal coordinatore dei laboratori veneti Roberto Rigoli. "Sicuramente chi si infetta si ammala meno gravemente di prima ma la carica virale si è abbassata grazie alle mascherine e al distanziamento sociale”, ha aggiunto il virologo. Nel corso del suo intervento l’esperto smentisce che il virus Sars-Cov-2 sia diventato meno aggressivo e rimprovera all’Oms una gestione “non tempestiva” dell’emergenza.

Crisanti: “Asintomatici non infettivi? Non si sa”

“Asintomatici meno contagiosi o non contagiosi? Non lo sa nessuno. Ma in moltissime malattie gli asintomatici sono molto più infettivi dei sintomatici”, ha dichiarato il direttore del Dipartimento di microbiologia e virologia di Padova, elencando diverse malattie con questa caratteristica.

“È il caso della varicella, del morbillo, della stessa tubercolosi. Ed è una questione di selezione naturale. Chi si ammala e sta a letto ha meno possibilità di trasmettere l'infezione rispetto a chi non ha sintomi”.

Crisanti: “Oms non ha brillato per esattezza e tempestività”

Nel corso del suo intervento, il virologo si è espresso anche in merito alle nuove indicazioni sui tamponi fornite dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) per il rilascio dall'isolamento dei pazienti che hanno contratto l'infezione da nuovo coronavirus. Secondo le nuove indicazioni non serve più il doppio tampone negativo, ma bastano 3 giorni senza sintomi per far indicare una persona non più infetta da Sars-Cov2. "Non so su quale base abbiano fatto questa dichiarazione. La scienza è misura, se non ci sono dati e non ci sono numeri non è scienza”, ha dichiarato Crisanti. "Certi messaggi mancano di coerenza e lasciano un po' di sconcerto. In questa epidemia l'Oms non ha sicuramente brillato per tempestività ed esattezza, non si sa su quali basi vengano fatte certe dichiarazioni”, ha concluso il virologo.


 
 
 
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