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Facebook ha tolto uno spot elettorale della campagna di Donald Trump per aver violato le norme che vietano “messaggi di incitamento all’odio”: tra i simboli utilizzati nelle pubblicità andate sugli account ufficiali del presidente e del suo vice, Mike Pence, ce ne sarebbe uno che richiama quelli adottati dai nazisti per “marchiare” le divise consegnate agli ebrei del campo di Auschwitz: un triangolo rosso capovolto.

Il simbolo, che venne usato dal regime nazista per indicare tutti gli avversari politici, è apparso in un messaggio elettorale a firma “Team Trump” in cui si attaccavano “i pericolosi criminali dei gruppi di estrema sinistra”, invitando i sostenitori repubblicani a sostenere la battaglia del presidente contro l’Antifa, il gruppo degli anarchici antifascisti.

La campagna di Trump si è difesa, sostenendo che, in realtà, il triangolo rosso capovolto era un “simbolo usato dalla Antifa”.



 
 
 

Manca ancora l’ufficialità, ma Pietro Castellitto sarà Francesco Totti, per il ruolo di sua madre sarebbe stata scelta Monica Guerritore e l’ex numero 10 della Roma, che dovrebbe comparire anche in qualche scena, salvo ripensamenti dovrebbe essere la voce narrante della sua storia. Programmate per febbraio e poi fermate dal coronavirus, a quanto apprende l’AGI dovrebbero iniziare a fine luglio le riprese della serie tv Wildside per Sky tratta dalla autobiografia ‘Un capitano’ scritta da Totti con il giornalista Paolo Condò, per Rizzoli. Interpellata da AGI, Wildside non conferma, spiegando che non esiste ancora una data certa per il via alle riprese e neanche l’ufficialità sul nome del protagonista. Per interpretare il campione nelle sei puntate da cinquanta minuti dirette da Luca Ribuoli che racconteranno la sua infanzia, la sua adolescenza e la sua fase adulta, secondo voci trapelate, sul set ci saranno tre Totti, un bambino, un ragazzino e Castellitto Jr., interprete di cui si parla insistentemente dal novembre scorso. Il campione, che dopo aver dato l’addio alla Roma, prima da calciatore e poi, precocemente da dirigente, oggi ha fondato due società di consulenza e assistenza per club e calciatori, la CT10 e la IT scouting dovrebbe essere la voce fuoricampo che nel film collegherà episodi della sua infanzia a quelli dei grandi successi in campo. Non è ancora trapelato nulla sull’attrice che interpreterà la moglie di Totti Ilary Blasi. La scelta di Monica Guerritore per calarsi nei panni di mamma Fiorella Totti invece sarebbe stata concretizzata, pare, già a febbraio, e a meno di ripensamenti dell’ultim’ora, dovrebbe essere definitiva: un ruolo fondamentale quello di Fiorella che nell’autobiografia viene descritta da Totti come la mamma accudente e calcisticamente lungimirante che lo accompagnava con la sua utilitaria, una 126, agli allenamenti e nell’attesa studiava la lezione di storia per poi ripetergliela mentre lo riportava a casa, in via Vetulonia, facendogli asciugare i capelli con i bocchettoni dell’aria calda dell’auto. Via Vetulonia, a Porta Metronia, dove Totti è cresciuto prima di trasferirsi con il padre, la madre e il fratello Riccardo in una villa all’Axa, sarà la location delle riprese in esterna, mentre gli interni dovrebbero essere girati in una villa a Casal Palocco. Le misure previste dai nuovi protocolli sanitari per i set avrebbero costretto a cambi di programma per le varie location, dovuti alla necessità di garantire il distanziamento sociale. Ma è certo che alcune scene calcistiche verranno girate allo stadio Olimpico, mentre al momento non sembrerebbe prevista Trigoria, il centro sportivo della Roma, che ha già ospitato le riprese del film di Leonardo D’Agostino ‘Il campione’. Mentre la serie aspetta il via ufficiale è invece in post-produzione il docufilm su Totti ‘L’ultima notte’ diretto da Alex Infascelli e prodotto da Fremantle Documentaries, Capri Entertainment di Virginia Valsecchi e Vision Distribution.



 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 18 giu 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Secondo alcune stime potrebbero essere almeno 800 mila i virus animali in grado di essere trasmessi all’uomo, ma identificarli tutti sarebbe un lavoro estremamente complesso, quasi irrealizzabile. Per questo l'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (United States Agency for International Development - USAID) gestisce il programma PREDICT, in cui sono stati investiti oltre 200 milioni di dollari in un progetto di ricerca decennale che ha coinvolto 30 paesi, grazie al quale sono stati identificati 931 nuovi virus tra selvaggina e esseri umani. “Alcuni di questi sono potenziali pericoli per la nostra specie, come ceppi precedentemente sconosciuti di Ebola, SARS e MERS, anche se SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19, non è stato rilevato in anticipo da PREDICT”, spiega al New Scientist Amesh Adalja del Johns Hopkins Center for Health Security nel Maryland, che nel 2018 ha guidato più di 120 interviste internazionali con esperti di malattie infettive, che avevano ipotizzato l’eventualità che si verificasse una pandemia provocata da un nuovo ceppo virale trasmesso all’uomo dagli animali.  “I virus più mortali, come l’Ebola, tendenzialmente non provocano un’emergenza a livello globale, perché il decesso dell’ospite si verifica prima che egli possa contagiare altre persone ed è poco probabile che l’infezione sia asintomatica”, continua l’esperto. “Dobbiamo inoltre considerare una distinzione fondamentale tra i virus a DNA e a RNA: i primi rappresentano infatti un rischio relativamente minore, salvo eccezioni come il vaiolo, mentre i secondi possono essere molto pericolosi”, aggiunge Adalja. Lo scienziato riporta le cinque principali famiglie, oltre ai coronavirus, potenzialmente problematiche e da cui potrebbero emergere future pandemie a livello globale. La prima famiglia è quella dei picornavirus che, come i rinovirus o gli enterovirus, generalmente causano raffreddori, poliomielite e patologie dell'afta epizootica. Essendo responsabili di una serie di malattie con sintomi lievi, i picornavirus, secondo gli scienziati, sono stati spesso trascurati nel conteggio dei virus potenzialmente pandemici. Tra i virus citati da Adalja ci sono i pneumovirus, alcuni dei quali potrebbero aver avuto origine dagli uccelli. Poi i paramyxoviridae, che comprendono morbillo e parotite; e gli orthomyxoviridae, come il virus dell’influenza, uno dei più pericolosi, perché muta facilmente e si trasmette prima che i sintomi emergano. “Non abbiamo ancora prove complete sulla capacità di tutti questi virus di trasmettersi dalla fauna animale all’uomo, ma sappiamo che possono potenzialmente rappresentare una grave minaccia alla nostra salute”, conclude Eddie Holmes dell'Università di Sydney in Australia.



 
 
 
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