"Allarme mamme",il 30% lascerà lavoro se scuole chiuse
- Fulvio Longo

- 12 ago 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Secondo una ricerca dell’università Bicocca di Milano in caso di proroga della didattica a distanza, una madre su tre sarebbe disposta a lasciare il lavoro. Oltre la metà dei genitori intervistati afferma che questo tipo di didattica non è compatibile con il lavoro dei genitori

“Le strutture sono ridotte all’osso, e questo porta con sé una concezione didattica e pedagogica vecchia. In una mia precedente ricerca - illustra ancora Giulia Pastori - con la fondazione Intercultura avevamo chiesto a 450 ragazzi che erano venuti a studiare nel nostro Paese come trovavano il loro plesso: praticamente tutti loro si sono detti insoddisfatti e stupiti che una nazione così bella avesse scuole così brutte, piccole, sporche e noiose, prive di palestre e spazi aperti”.
Il grande assente nel periodo del lockdown secondo la ricercatrice - che ha lavorato con una squadra di psicologi del lavoro e dell’educazione – è stato “il malessere dei bambini, ma soprattutto dei ragazzi: si pensa che soprattutto quelli del liceo abbiano affrontato meglio la situazione, ma in realtà proprio loro soffrono l’assenza di vita sociale, perché sono in una fase della vita in cui hanno voglia di immergersi nel mondo”.
“Durante il lockdown sono aumentati nei ragazzi la scarsa concentrazione e la noia, i sentimenti malinconici, di solitudine e di rabbia”. Ancora una volta a farne le spese sono state le madri, improvvisate psicologhe oltre che insegnanti, e in difficoltà a gestire i figli a casa per tante ore al giorno: “La frustrazione è dilagata anche in loro, mentre parallelamente nei figli aumentavano la dipendenza e il bisogno d’aiuto”.
“Rinforzate la scuola non cerchiamo di risolvere tutto gettando il peso sulle spalle delle famiglie e soprattutto delle donne” è dunque l’appello finale che emerge dall'indagine. (AGI)







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