C’è solo una cosa al mondo peggiore di quella di essere oggetto di chiacchiere.
- Fulvio Longo

- 28 set 2020
- Tempo di lettura: 1 min

IL RUOLO DELL'ERRORE NELLA COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA
“C’è solo una cosa al mondo peggiore di quella di essere oggetto di chiacchiere. Ed è non essere oggetto di nessuna chiacchiera”. Lo affermava Oscar Wilde ma sono ancora oggi in molti a pensarlo. Non a caso, nella storia recente della pubblicità si ricordano sia le campagne di grande successo che quelle che, per errori grammaticali o di valutazione (più o meno consapevoli) hanno fatto a lungo parlare di sé. In generale comunque la politica dell'errore consapevole è rischiosa e richiede, anche alla luce di quanto dicevamo prima in merito alla brand reputation, un'attentissima valutazione di molti aspetti, tra cui:
il contesto sociale e culturale di riferimento
il linguaggio in uso presso i target d'interesse
l'adeguamento del messaggio al singolo mezzo di riferimento
la modernità dei contenuti.







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