Sapremo mai da dove è arrivato il coronavirus?
- Fulvio Longo

- 16 mag 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 20 mag 2020

A distanza di oltre cinque mesi dalla sua scoperta, non sappiamo ancora di preciso quale sia stata l’origine del coronavirus (SARS-CoV-2) responsabile dell’attuale pandemia. Capirlo potrebbe aiutare a prevenire ulteriori passaggi di questo e altri virus dagli animali agli esseri umani, ma il lavoro di indagine e ricostruzione si sta rivelando molto complicato. E questo nonostante in giro per il mondo ci siano molti ricercatori impegnati nello studio delle caratteristiche del coronavirus, alla ricerca di indizi per scoprire quando, dove e come l’infezione sia iniziata tra gli esseri umani.
Da inizio settimana, il tema è al centro dell’Assemblea Mondiale della Sanità, l’organo legislativo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che preme per un’indagine internazionale che consenta di identificare “la fonte del virus” e il modo in cui si è diffuso tra la popolazione, senza escludere la possibilità che sia passato tra diverse specie animali prima di trasmettersi agli esseri umani. La proposta non piace molto alla Cina, preoccupata dalla possibilità che l’indagine si trasformi in un’inchiesta sulle sue responsabilità, considerato che l’avvio dell’epidemia avvenne nella città cinese di Wuhan.
Mistero
Molti ricercatori concordano sul fatto che ci sia un solo modo per stabilire con certezza la provenienza del coronavirus: identificarlo in natura nella specie animale che normalmente infetta. Non è un’operazione semplice, considerato che il coronavirus si è ormai diffuso enormemente nel mondo. Il virus potrebbe essere inoltre passato tra diverse specie animali prima di contagiare gli esseri umani, e ricostruire questa catena iniziale dei contagi potrebbe rivelarsi impossibile.
Pipistrelli e pangolini Le caratteristiche genetiche (genoma) del SARS-CoV-2 sono state identificate con precisione intorno alla metà di gennaio, un risultato importante non solo per avviare la ricerca di farmaci e vaccini, ma anche per comprenderne le caratteristiche e la sua provenienza. Confrontando il genoma con quello di un coronavirus isolato nel 2013 da una specie di pipistrelli (Rhinolophus affinis), i ricercatori cinesi avevano rilevato a fine gennaio una corrispondenza del 96 per cento con l’attuale coronavirus. Il grado di parentela tra i due virus sembra quindi essere piuttosto stretto, e questo potrebbe indicare la provenienza del SARS-CoV-2 dai pipistrelli.
Secondo alcuni modelli matematici elaborati dai virologi, quel 4 per cento di differenza potrebbe indicare che siano passati almeno 50 anni dal momento in cui i due virus avevano un antenato comune. Questa circostanza potrebbe inoltre indicare che i due agenti infettivi si differenziarono grazie al passaggio in un’altra specie animale prima di passare agli esseri umani. I passaggi intermedi nella diffusione dei nuovi virus sono già stati osservati in passato e, in alcuni casi, hanno contribuito a spiegare differenze e caratteristiche di infezioni virali che poi diventano tipiche degli umani.
Fonte e link per leggere l'articolo completo:
https://www.ilpost.it/2020/05/19/provenienza-coronavirus-animali/






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