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Dal 1°ottobre il PIN INPS lascia il passo a SPID

  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 26 set 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

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Dal 1 ottobre 2020 l’INPS non rilascerà più il pin per l’accesso ai servizi. Al suo posto dovrà essere utilizzato lo SPID, il Sistema pubblico di identità digitale già in uso per accedere ai principali servizi della pubblica amministrazione. È comunque prevista una fase di transizione in cui si potrà continuare a utilizzare il PIN fornito dall’Inps fino alla sua scadenza.

Un passo avanti nella digitalizzazione

Con questa passaggio dal pin allo SPID prevista a partire da ottobre, quindi, anche l’Inps fa la sua parte nel programma di digitalizzazione del paese. Che prevede la semplificazione delle relazioni tra Pubblica amministrazione e i cittadini e l’integrazione sempre più strutturata dei servizi. Inoltre, grazie alle misure di sicurezza garantite dallo SPID, l’Inps potrà rendere disponibili online anche nuovi servizi che richiedono maggiori controlli. Come firme digitali e pagamenti.

Come si ottiene lo SPID

A oggi i provider abilitati dall’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) al rilascio dello Spid sono soltanto Aruba Pec, In.Te.Sa, InfoCert, Lepida, Namirial, Poste Italiane, Register, Sielrte e Tim. Dal dicembre 2019 tutti i gestori di Identità digitale si sono impegnati per fornire gratuitamente le credenziali di primo e di secondo livello, richieste per autorizzare la maggior parte delle operazioni.

Una fase transitoria

Al momento si può già accedere ai servizi del portale attraverso sia attraverso il PIN e il proprio codice fiscale, sia attraverso SPID, Carta d’Identità elettronica (Cie) o tramite la lettura della Carta nazionale dei servizi. La definitiva sostituzione del PIN con lo SPID non avrà effetti sul di pin telefonico temporaneo. Che potrà continuare a essere richiesto per accessi a termine di un giorno, una settimana o tre mesi massimo.

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