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Gli anticorpi monoclonali potrebbero bloccare l’infezione

  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 11 giu 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

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Gli anticorpi monoclonali potrebbero bloccare l’infezione da SARS-CoV-2 ed essere utilizzati quindi nella sperimentazione di terapie efficaci. Questo il risultato di uno studio, pubblicato sull’archivio online di articoli in preprint Biorxiv, condotto da un team internazionale di esperti, affiliati al Dipartimento di Biomedicina e prevenzione dell’Università di Tor Vergata, dell’ospedale Spallanzani, dell’Università di Toronto e della Washington University School of Medicine, che hanno analizzato le proprietà degli anticorpi monoclonali nel trattamento di COVID-19. “Gli anticorpi monoclonali sono immunoglobuline identiche generate in genere da un singolo clone di cellule. Oggi disponiamo di una serie di metodologie per sintetizzarli, grazie alla genetica ricombinante”, spiega Giuseppe Novelli, genetista presso l'Università di Roma Tor Vergata, spiegando che il metodo utilizzato dal suo team si basa su anticorpi sintetici isolati da librerie importanti.“La migliore fonte attualmente si trova a Toronto, in Canada, ed è un metodo che ci consente di ottenere miliardi di molecole clonate in batteriofagi, cioè virus che infettano i batteri. Questa procedura permette di trovare tutti gli anticorpi sintetici, che si possono isolare in tempi brevi e soprattutto possono adattarsi alle eventuali mutazioni del virus”, prosegue l’esperto, precisando che in poche settimane sarebbe possibile isolare un anticorpo diverso una volta stabilite le linee guida.


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