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Nicolò Zumaglini, vice presidente dell’Unione Industriale Biellese

  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 10 giu 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

Avevano lottato per riaprire al più presto le aziende e garantire l’occupazione sul territorio. Molti hanno anticipato la cassa integrazione ai dipendenti per evitare disagi maggiori di quelli già pesanti causati dall’emergenza Covid. Hanno assorbito, guardando avanti, le accuse senza fondamento di «pensare solo ad arricchirsi», ma la buona parte degli imprenditori, quelli biellesi in particolare, sono da sempre e storicamente al fianco dei loro dipendenti, con un dialogo aperto e ininterrotto con i sindacati. Per questo, all’ennesima frecciata nei loro confronti in tempo di pandemia, si sono ribellati.

«Stiamo vivendo una situazione drammatica, in cui le imprese rischiano di chiudere per la carenza di ordini, conseguenza purtroppo annunciata del lockdown a livello mondiale e dell’arresto dell’economia internazionale – spiega Nicolò Zumaglini, vice presidente dell’Unione Industriale con delega alle Relazioni Industriali e Welfare -. E’ assurdo pensare che un imprenditore preferisca mantenere un’attività ferma per opportunismo: un’azienda attiva è invece un generatore di lavoro e benessere per tutti coloro che vi lavorano, imprenditori e addetti. Per approfondire:



 
 
 

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