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Secondo la leggenda liberò la città di Selem da un drago

  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 4 ago 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

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Si chiamerà ufficialmente “Genova San Giorgio” il ponte costruito sulle macerie dell’ ex Morandi. Ma San Giorgio non è il santo patrono della città, come verrebbe spontaneo pensare. Il protettore della città è San Giovanni Battista, le cui reliquie sono conservate nella cattedrale di San Lorenzo, la sua chiesa più importante.

Ma in realtà la città è profondamente legata al cavaliere che uccise il drago, tanto da ‘adottare’ proprio la croce di San Giorgio – rossa su fondo bianco – come vessillo della Repubblica di Genova. Pare che già fosse in uso nel 1096, ed è tuttora presente nel gonfalone ufficiale del Comune e in quello della Regione. La bandiera con la croce rossa e bianca è apparsa anche sul nuovo ponte durante i lavori di costruzione.

Nella tradizione popolare, San Giorgio è rappresentato nell’atto di uccidere un drago: secondo la leggenda era un giovane cavaliere che si trovò a passare nella città di Selem, in Libia, dove un mostro terrorizzava la popolazione chiedendo offerte umane per placare la sua fame. Gli abitanti tiravano a sorte tra i propri figli, e un giorno capitò alla figlia del re. Ma quel giorno arrivò il cavaliere, che promise di uccidere il drago se la popolazione si fosse convertita. E così fu.


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