Un articolo per smentire una volta per tutte il più longevo e diffuso dei luoghi comuni estivi
- Fulvio Longo

- 26 lug 2020
- Tempo di lettura: 2 min

Da bambini e adolescenti, la maggior parte di noi ha ricevuto almeno una volta da un adulto il divieto di entrare in acqua per una nuotata “perché hai appena mangiato ed è pericoloso”, accompagnato dall’indicazione di attendere da almeno mezz’ora fino a tre ore (!) prima di fare un bagno. Molti hanno fatto propria questa raccomandazione e l’hanno tramandata alle generazioni successive, rendendola molto diffusa e condivisa, anche se non ci sono basi scientifiche solide per sostenere che andare a nuotare subito dopo un pasto faccia male.
Crampi
Chi vieta di fare un bagno dopo mangiato sostiene spesso che durante la digestione il sangue tenda ad affluire verso lo stomaco, riducendo quindi l’afflusso sanguigno ai muscoli di gambe e braccia. La teoria è che quindi se ci si immerge in acqua c’è il rischio di non avere le forze sufficienti per muoversi e tenersi a galla, né per contrastare la temperatura dell’acqua, solitamente inferiore di diversi gradi rispetto a quella corporea. O al contrario che la temperatura dell’acqua blocchi la digestione con l’effetto di provocare un malessere pericoloso. In realtà, il nostro organismo non crea mai uno sbilanciamento così drastico nella circolazione sanguigna. È vero che durante la digestione – il processo che dura circa 4 ore dal momento in cui abbiamo mangiato a quello in cui il cibo è transitato per buona parte del sistema digerente – si rileva un maggiore afflusso di sangue verso lo stomaco e l’intestino, ma questo non è mai tale da compromettere la nostra capacità di muoverci. Osservandoci come semplici animali, possiamo dire che è un bene che sia così: in qualsiasi momento, anche mentre stiamo digerendo, potremmo avere la necessità di scappare dalle mire di qualche predatore. Medici e ricercatori non sono nemmeno convinti che la lieve riduzione della circolazione periferica comporti un minore afflusso di ossigeno verso i muscoli, tale da causare crampi che potrebbero rivelarsi rischiosi se si sta nuotando. I crampi muscolari sono causati dalla combinazione di numerosi fattori, come scarsa idratazione, sbilanciamento negli elettroliti (fondamentali per alcuni processi biologici, come il trasporto delle sostanze attraverso le cellule) e temporanee alterazioni neurologiche. Come sa chi ne soffre spesso, i crampi possono verificarsi in qualsiasi momento e la loro ricorrenza dipende molto dalle caratteristiche dei singoli individui: c’è chi li sperimenta quasi quotidianamente e chi poche volte nella sua intera vita.
Non è chiaro da dove abbia avuto origine la credenza sui crampi o la congestione dopo mangiato se si va a nuotare, ma il sito dell’Enciclopedia Britannica ipotizza un legame con il manuale dei Boy Scout d’America pubblicato nel 1911. Tra le indicazioni, il libro sosteneva che i più giovani avrebbero sicuramente sofferto di crampi se avessero fatto il bagno prima che il loro pasto fosse digerito. Nel manuale veniva citato il rischio di “congestione” e la successiva insorgenza di crampi, senza fornire spiegazioni scientifiche convincenti.
Ad ogni modo, e come facilmente intuibile: la quantità di sangue presente nel nostro organismo è più che sufficiente per garantire la funzionalità di tutti gli organi e le altre parti che lo costituiscono...................................








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