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AGI - "La priorità assoluta del nostro Paese è il ritorno alla normalità della scuola, alla scuola in presenza e non alla scuola in remoto e attraverso un computer. Per fare questo dobbiamo fare i più grandi sforzi, ma dobbiamo essere preparati, dobbiamo arrivare a metà settembre con dei numeri contenuti". Lo ha detto a Sky TG24 il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo.Secondo Miozzo, i numeri attuali dei contagi in Italia "ci fanno capire che siamo ancora in uno scenario assolutamente gestibile e governabile. Però l'aspetto è importante è la precarietà di questi numeri che possono schizzare rapidamente. Se due, tre, quattro o cinque focolai ci sfuggono i numeri saltano ai livelli di Francia, Spagna o Grecia". Ancora: "Servono allerta massima e attenzione - ha sottolineato - deve essere quasi un'ossessione: la mascherina e il distanziamento sono importanti. Il virus non si è attenuato e circola, quindi dobbiamo contenerlo e conviverci fino a quando non ci sarà il vaccino che auspichiamo sia disponibile entro la fine dell'anno".

Il rischio di nuovi lockdown

Miozzo ha ribadito che "i lockdown saranno inevitabili se saremo distratti nei confronti di quelle misure di contenimento e di precauzione che sono la mascherina, il distanziamento e l'igiene personale".

 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 12 ago 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Secondo una ricerca dell’università Bicocca di Milano in caso di proroga della didattica a distanza, una madre su tre sarebbe disposta a lasciare il lavoro. Oltre la metà dei genitori intervistati afferma che questo tipo di didattica non è compatibile con il lavoro dei genitori




“Le strutture sono ridotte all’osso, e questo porta con sé una concezione didattica e pedagogica vecchia. In una mia precedente ricerca - illustra ancora Giulia Pastori - con la fondazione Intercultura avevamo chiesto a 450 ragazzi che erano venuti a studiare nel nostro Paese come trovavano il loro plesso: praticamente tutti loro si sono detti insoddisfatti e stupiti che una nazione così bella avesse scuole così brutte, piccole, sporche e noiose, prive di palestre e spazi aperti”.

    Il grande assente nel periodo del lockdown secondo la ricercatrice - che ha lavorato con una squadra di psicologi del lavoro e dell’educazione – è stato “il malessere dei bambini, ma soprattutto dei ragazzi: si pensa che soprattutto quelli del liceo abbiano affrontato meglio la situazione, ma in realtà proprio loro soffrono l’assenza di vita sociale, perché sono in una fase della vita in cui hanno voglia di immergersi nel mondo”.

    “Durante il lockdown sono aumentati nei ragazzi la scarsa concentrazione e la noia, i sentimenti malinconici, di solitudine e di rabbia”. Ancora una volta a farne le spese sono state le madri, improvvisate psicologhe oltre che insegnanti, e in difficoltà a gestire i figli a casa per tante ore al giorno: “La frustrazione è dilagata anche in loro, mentre parallelamente nei figli aumentavano la dipendenza e il bisogno d’aiuto”.

    “Rinforzate la scuola non cerchiamo di risolvere tutto gettando il peso sulle spalle delle famiglie e soprattutto delle donne” è dunque l’appello finale che emerge dall'indagine. (AGI)

 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 10 ago 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

La quarta stagione di “Fargo “ debutterà il 27 settembre con i primi due episodi.

Originariamente prevista per il 19 aprile, la stagione 4 di Fargo è stata ritardata dalla pandemia di coronavirus, che ha interrotto la produzione a metà marzo. La serie è ora in pre-produzione a Chicago, con le riprese dei restanti pochi episodi della quarta stagione composta di 11 episodi.

Dopo la premiere di due ore, Fargo riprenderà con un nuovo episodio ogni settimana,

 
 
 
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