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MAGNA, la Unit di intelligence appartenente al gruppo IPG Mediabrands, rivela che il mercato pubblicitario globale NEL 2020 è diminuito del -4,4% durante la recessione indotta dal COVID.

IN ITALIA:La pubblicità lineare (TV lineare, radio, stampa, OOH) è diminuita del -19% nel 2020.

• Tutti i media lineari in calo a doppia cifra: TV -13%, quotidiani -21%, periodici -40%, radio -22%, OOH -49%. • La pubblicità digitale ha tenuto (+3%) grazie ai social media e ai video digitali. • Il mercato pubblicitario (lineare + digitale) ha subito un decremento del -10,2% (7,6 miliardi di euro). • Nel 2021, la ripresa economica attesa (PIL +7%) e i grandi eventi sportivi contribuiranno a generare una ripresa pubblicitaria: lineare +8%, digitale +10%, totale +9%.

In Italia il PIL reale è diminuito del -18%, anno su anno nel secondo trimestre, e del -5% nel Q3. Con il 4° trimestre che dovrebbe essere di nuovo negativo, sul totale anno il PIL mostrerà probabilmente un calo di circa l’11%, (media europea -8%). Tuttavia, il FMI prevede che l’economia italiana recupererà meno della metà della sua normale attività nel 2021, con un PIL reale in aumento del + 5,2%.

Le vendite di pubblicità lineare per l’intero anno (TV lineare, radio, stampa, OOH) sono diminuite del -19,0%, dato vicino alle previsioni precedenti di MAGNA (-21,6%), mentre le vendite di annunci digitali sono rimaste pressoché stabili (+3). Nel complesso, i ricavi pubblicitari totali (lineare + digitale) sono diminuiti del -10,2%; leggermente meglio rispetto alle precedenti aspettative MAGNA (-14%) ma peggio della media dell’Europa occidentale (-6,3%) e della media globale (-4,4%).

La mobilità dei consumatori è diminuita drasticamente nel secondo trimestre con un calo del -90% per i trasporti pubblici e per il traffico automobilistico (fonte: Apple Mobility). La mobilità è ripresa nel terzo trimestre dell’anno con il traffico tornato alla normalità (o superiore) mentre il trasporto pubblico è rimasto ben al di sotto dei livelli normali per tutta l’estate. Le restrizioni di ottobre/novembre hanno provocato un altro stop alla mobilità e al traffico e ciò ha avuto un impatto pesante su OOH e Radio aumentando il calo della domanda pubblicitaria.

Tra i media lineari, la stampa soffre di più, poiché la diminuzione a lungo termine della raccolta pubblicitaria (-7,5% all’anno negli ultimi cinque anni) peggiorerà ulteriormente (quotidiani -21%, periodici -40%). La pubblicità radiofonica è stata danneggiata dalla chiusura di attività commerciali locali e negozi al dettaglio e dalla perdita di pubblico dovuta alla mancanza di pendolarismo automobilistico, con vendite pubblicitarie per l’intero anno in calo del -22%.

L’out of home ha risentito per gran parte dell’anno del forte calo del traffico e della mobilità dei consumatori, con ricavi pubblicitari in calo del -49%. MAGNA ritiene che l’OOH abbia il potenziale tornare a crescere nuovamente non appena l’economia si stabilizzerà. Le vendite di annunci dovrebbero crescere di almeno +25% nel 2021 poiché le concessionarie sempre di più puntano all’aumento dell’inventory digitale.

La televisione ha registrato un’impennata degli ascolti durante il primo lockdown: il bacino TV a marzo e aprile è cresciuto intorno al +35% rispetto al 2019 (target Individui). Il trend si è poi normalizzato per tornare a crescere in ottobre e novembre (+8% e +10% rispetto al 2019).

Un aumento del consumo di TV lineare è stato osservato in quasi tutti i mercati nel 2020, ma quello italiano è stato tra i più importanti e duraturi; negli Stati Uniti o nel Regno Unito sono infatti rimasti al di sotto dei livelli del 2019.

In Italia la raccolta pubblicitaria in TV ha registrato un calo di circa il -13% rispetto al 2019, decremento leggermente più lieve di quello previsto a giugno (-18%).

I media digitali sono stati più resilienti. La crescita della spesa ha subito un forte rallentamento rispetto agli ultimi tre anni (da +10% a +15% annuo). La spesa pubblicitaria per l’intero anno è cresciuta di circa il +3% in quanto la crescita organica dei formati diretti (social e search) ha compensato il rallentamento dei formati di branding (banner statici -15% e altri formati, -17%). L’aumento del consumo di media digitali e dell’e-commerce, causato dallo stile di vita COVID, ha avvantaggiato la search (vendite di annunci +2%), i social media (+12%) e i video digitali (+10%).

Per il 2021 anche il mercato pubblicitario italiano beneficerà della riprogrammazione dei principali eventi sportivi che avrebbero dovuto svolgersi quest’anno: i Giochi Olimpici e gli Europei di calcio.

In questo scenario, MAGNA prevede che il mercato pubblicitario riprenderà e genererà una maggiore domanda pubblicitaria sui media italiani, il che potrebbe portare a un aumento dell’8% nelle vendite di annunci lineari (TV +10%, Stampa +5%, Radio +12%, OOH +25 %) e +10% per la vendita di annunci digitali (search +10%, video digitale +14%, social +15%, display +4%). Anche in questo scenario di ripresa abbastanza robusto per il 2021, il mercato della pubblicità lineare rimarrà inferiore dell’11% rispetto al suo livello pre-COVID del 2019.

FONTE :SPOTANWEB.IT






 
 
 

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Il primo di oltre 150 cinema riaprirà in Inghilterra questo fine settimana , ma i piani della Warner Bros di trasmettere in streaming nuovi film tra cui Dune e il prossimo sequel di Matrix contemporaneamente alle anteprime teatrali del prossimo anno minacciano di minare la ripresa nel post-Covid.

Gli studi di Hollywood si sono impadroniti delle chiusure durante la pandemia per sperimentare le uscite digitali, facendo infuriare i proprietari di teatri che si affidano al modello un tempo sacrosanto dell'esclusività del grande schermo per mesi e mesi per far funzionare le loro finanze.

La mossa della Warner Bros è senza precedenti. Tutti e 17 i film che rilascerà l'anno prossimo, da The Suicide Squad e Godzilla vs Kong a Tom & Jerry, saranno trasmessi in streaming sul suo servizio HBO Max per il primo mese, quando debutteranno anche nei cinema.

 
 
 
  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 5 dic 2020
  • Tempo di lettura: 1 min

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Bere alcol rende più complicato focalizzare l'attenzione perché le sostanze alcoliche inibiscono la produzione di una sostanza chimica fondamentale per la concentrazione. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, condotto dagli esperti dell'Health Science Center presso l'Università del Texas, che hanno analizzato il processo cerebrale legato alle difficoltà di concentrazione dopo l'assunzione di alcolici. "Si chiama noradrenalina - spiega Martin Paukert dell'Health Science Center - ed è una sostanza chimica fondamentale per le funzioni cognitive legate all'attenzione. Bere alcol altera la produzione di questa molecola". Il team ha dimostrato che la noradrenalina si lega ai recettori delle cellule chiamate Glia di Bergmann, degli astrociti che si trovano nel cervelletto. "Quando dobbiamo concentrarci su una determinata attività - continua l'esperto - la norepinefrina viene secreta da una struttura cerebrale chiamata locus coeruleus. Questo potrebbe essere il primo studio a dimostrare che la noradrenalina nei mammiferi si leghi direttamente ai recettori sulla Glia di Bergmann, attivandoli attraverso l'elevazione del calcio". Gli scienziati hanno inoltre scoperto che l'aumento del calcio in questa zona cerebrale non è fondamentale per la coordinazione motoria, contrariamente a quanto si ipotizzasse, dato che il cervelletto è noto per il suo ruolo nel controllo motorio. "I nostri risultati - sostiene il ricercatore - sono in linea con le recenti teorie secondo cui il cervelletto potrebbe essere responsabile anche di altre funzione non motorie". "Questo lavoro - conclude Manzoor Bhat, collega e coautore di Paukert - apriranno nuove strade per definire i circuiti cerebrali responsabili dell'attenzione e della concentrazione. Ulteriori approfondimenti ci aiuteranno a comprendere meglio il modo in cui le sostanze chimiche possano influenzare il sistema di vigilanza intrinseco del cervello". AGI

 
 
 
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