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Docuserie ispirata a "Godfather of Harlem"

  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 26 lug 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

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Dopo il rinnovo per una seconda stagione Epix ha dato il via libera a "By Whatever Means Necessary: The Times of Godfather of Harlem" , una docuserie in quattro parti ispirata alla musica e ai soggetti presenti nella serie originale con Forest Whitaker .


La docuserie racconta la drammatica storia vera di Harlem e della sua musica negli anni '60 e collega quella storia al nostro momento presente. Prevista per questo autunno,combinando interviste, filmati d'archivio, immagini evocative e momenti chiave della stessa serie "Godfather of Harlem" , la docuserie porterà il pubblico in un viaggio musicale degli anni '60 e introduce gli artisti che hanno osato usare le loro voci, strumenti e testi per prendere posizione contro l'oppressione. Attraverso il prisma di artisti contemporanei, il pubblico vedrà oltre le immagini storiche in bianco e nero nelle anime multicolori di musicisti che non hanno paura di usare la musica come arma contro il cambiamento.


Godfather of Harlem, è la storia di Bumpy Johnson, boss indiscusso di Harlem che, dopo dieci anni passati in prigione, a metà dei ’60 prova a riprendersi il proprio regno, minacciato dall’ascesa di gangster che si sono allargati durante la sua assenza. Johnson è interpretato da Forest Whitaker oltre ad un grandissimo Giancarlo Esposito.


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Ogni scena ruota intorno a lui, che si trova al centro di ogni trama. In particolare, c’è il rapporto con The Chin (Vincent D’Onofrio), esponente della famiglia dei Genovese e quello con un giovane predicatore e attivista politico, da poco convertitosi all’Islam, ovvero un certo Malcolm X (Nigél Thatch), con cui cerca di incrociare i percorsi che portano agli obiettivi di entrambi.E già qui emerge uno degli aspetti più interessanti di Godfather of Harlem: la volontà di unire finzione e realtà non è legata al solo fatto che il personaggio principale sia realmente esistito. Tirare in mezzo una figura come Malcolm X implica la necessità di aderire in modo credibile alla sua biografia e alza l’ambizione dell’intero progetto. Non una classica serie di gangster, quindi, ma una serie che prova a realizzare un quadro d’insieme di una New York violenta e fascinosa.




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