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Il coinvolgente drama "Little Fires Everywhere" è disponibile anche in italiano

  • Immagine del redattore: Fulvio Longo
    Fulvio Longo
  • 14 lug 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

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Magnetica, spiazzante e con due interpreti, Kerry Washington e Reese Whiterspoon, che lasciano senza fiato, Little Fires Everywhere è senza dubbio uno dei titoli destinato - è il caso di dirlo - ad "incendiare" la vostra estate. La miniserie di Hulu tratta dall'omonimo romanzo di Celeste Ng racconta la storia di una famiglia bianca apparentemente perfetta che vive in un sobborgo di Cleveland, in Ohio, negli anni '90 la cui vita viene sconvolta quando una misteriosa madre afroamericana e sua figlia adolescente si trasferiscono nel quartiere. Dopo averla resa disponibile in versione originale sottotitolata, Amazon Prime Video propone Little Fires Everywhere anche doppiata in italiano. Molto apprezzata negli Stati Uniti, è già in odore di Emmy e Golden Globe. Ma se tutto ciò non bastasse a convincervi, ecco cinque ottimi motivi per non perdere Little Fires Everywhere (rigorosamente senza spoiler).

Perché Little Fires Everywhere è una miniserie da non perdere

Le attrici protagoniste (ma anche il resto del cast) La prima nei panni di una donna e madre di famiglia bianca borghese e apparentemente perbenista, la seconda in quelli di un'artista afroamericana misteriosa e senza radici. Whiterspoon e Washington prestano il volto in maniera magistrale a due personaggi agli antipodi all'apparenza stereotipati che invece si dimostrano profondamente complessi. Sebbene i riflettori siano puntati sulle due protagoniste, è bene sottolineare anche la bravura degli altri membri del cast: i già noti Rosemarie DeWitt e Joshua Jackson ma soprattutto i giovani Megan Scott, Lexi Underwood, Jade Pettyjohn, Tiffany Boone, Gavin Lewis e AnnaSophia Robb.

Parla in modo anticonvenzionale di femminismo, maternità e razzismo

Nella miniserie si scontrano due modi diversi di intendere il femminismo e la maternità. Senza dare giudizi eppure facendo riflettere, la serie fa vedere come può cambiare, da donna a donna, l'esperienza di madre e di figlia. Allo stesso modo, mostra come l'America sia attraversata da una forma di razzismo strutturale, molto più sottile del semplice pregiudizio e insita nella società. La protagonista Elena Richardson (Whiterspoon) ne è un esempio lampante: vuole sembrare aperta e altruista ma nasconde atteggiamenti che dicono il contrario.

È una storia di donne scritta da donne

Il team di Little Fires Everywhere è tutto al femminile: tra le tante donne coinvolte ci sono non solo le protagoniste (anche produttrici esecutive), ma anche la showrunner, la scrittrice Celeste Ng che ha fatto da consulente e la regista Lynn Shelton, recentemente scomparsa. La showrunner Liz Tigelaar ha rivelato che è stata una scelta voluta, per dare un segnale forte. "Spero che l'attenzione non ricada solo sulla serie ma anche sull'intero processo creativo", ha detto a Deadline.

Fa venire nostalgia degli anni '90

La storia è ambientata negli anni '90 (con qualche flashback negli anni '70 e '80), un decennio che sta tornando molto di moda. Guardando la miniserie, si prova nostalgia per un certo stile nell'abbigliamento, la musica delle compilation personalizzate (hai detto Alanis Morrissette?) e persino l'arredamento - curato nei minimi dettagli - che fa tornare indietro nel tempo.


Sorprenderà anche chi ha già amato il libro

Avete già letto il libro Tanti piccoli fuochi di Celeste Ng e temete di annoiarvi guardando la miniserie? Impossibile, perché la storia sullo schermo diverge parecchio da quella raccontata nel romanzo. Da quest'ultimo la serie eredita di certo la trama principale per poi discostarsene, soprattutto nel finale. Liz Tigelaar, infatti, con il beneplacito di Ng, si è presa diverse libertà con l'obiettivo di aggiungere ancora più complessità a una storia già molto intrigante.


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